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    » 19/04/2006, 00.00

    palestina

    Il Papa si unisce alla condanna per l'attentato di Tel Aviv



    Per Benedetto XVI "non è con simili esecrabili atti che si possono tutelare i pur legittimi diritti di un popolo". Critiche ad Hamas anche dalla Lega araba, Egitto e Turchia. La Giordania annulla una visita del ministro degli esteri palestinese.

    Città del Vaticano (AsiaNews) – La "più ferma condanna" del Papa per "l'atto terroristico" compiuto lunedì a Tel Aviv si unisce oggi a quelle già venuta anche da Paesi del mondo islamico contro l'atteggiamento preso da Hamas, che non ha voluto condannare l'attentato suicida, rivendicato dalla Jihad islamica, e costato la vita a nove persone. "Non è con simili esecrabili atti – ha aggiunto il Papa, al termine dell'udienza generale di oggi – che si possono tutelare i pur legittimi diritti di un popolo". Benedetto XVI ha poi pregato perché"il Signore della pace" sia vicino a israeliani e palestinesi "affinché non si lascino andare ad una tragica deriva, ma riprendano i passi che li portino a vivere in pace e sicurezza l'uno accanto all'altro come figli dello stesso padre che sta nei cieli".

    Da Israele giunge intanto la notizia che non ci dovrebbero essere rappresaglie sanguinose, mentre la Giordania ha rinviato a data da destinarsi la programmata visita del ministro degli esteri di Hamas, Mahmud Zahar, che doveva giungere ad Amman dall'Arabia Saudita, dove è riuscito ad ottenere un sostegno di oltre 92 milioni di dollari per pagare gli stipendi dei 140mila dipendenti dell'Anp.

    Il governo israeliano, a quanto appare dalle dichiarazioni del primo ministro Olmert, non ha intenzione di compiere rappresaglie sanguinose per l'attentato, ma ha annunciato una serie di misure che renderanno estremamente difficile la possibilità di spostamento di palestinesi ed impossibile per tre parlamentari di Hamas e un ministro del governo palestinese continuare a risiedere a Gerusalemme. Israele, ha detto al quotidiano Haaretz David Baker, dell'ufficio del primo ministro, "vuole esercitare il suo innato diritto di autodifesa e procederà nei passi necessari per proteggere i suoi cittadini dal terrore palestinese".

    Critiche all'atteggiamento di Hamas nei confronti dell'attentato sono venute dal presidente francese Jacques Chirac, che sta compiendo una visita in Egitto. Condanne sono venute anche dal mondo islamico. "La dichiarazione di Hamas, che dà sostegno al terrorismo – ha detto Namik Tan, portavoce del ministero degli Esteri turco – non aiuta il processo politico". Il ministro degli esteri egiziano Ahmed Aboul Gheit, ha definito l'attentato "un atto di terrorismo", aggiungendo che "attacchi premeditati contro i civili contraddicono tutte le leggi e i principi": condanna forte da un Paese arabo che normalmente unisce nelle critiche sia Israele che i palestinesi. Il segretario generale della Lega araba Amr Moussa, ha denunziato l'attentato e respinto "attacchi contro i civili sia da parte israeliana che palestinese".

    L'annullamento della visita del ministro degli esteri palestinese è stata spiegata ad Amman dal portavoce del governo Nasser Jawdeh. Essa "è stata rinviata fino a nuovo ordine in seguito alla scoperta di armi, esplosivi e razzi presso un nucleo di Hamas in Giordania". Tale gruppo, ha spiegato Jawdeh, "individuava e sorvegliava luoghi strategici ad Amman".

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