30/11/2005, 00.00
VATICANO - GIORNATA MONDIALE DELL'AIDS
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Il Papa: "mi sento vicino ai malati di AIDS e alle loro famiglie"

Benedetto XVI incoraggia coloro che lottano contro l'Aids. Appello alla comunità internazionale ed a quelle ecclesiali in vista della Giornata mondiale. Il Papa ricorda la Shoah, "vergogna indelebile nella storia dell'umanità".

Città del Vaticano (AsiaNews) - Appelo di Benedetto XVI per i malati di Aids. In vista della celebrazione, domani, della Giornata mondiale contro la malattina il Papa haespresso il suo incoraggiamento a coloro che lottano per debellare il terribile morbo, si è detto vicn a coloro che soffrono e ale loro famiglie ed ha esortato la comunirfà internazionale e quelle ecllesiali a manifestare la loro slidarietà. "Domani 1° dicembre - ha detto al termine del'udienza geerale - ricorre la Giornata Mondiale contro l'AIDS, iniziativa delle Nazioni Unite che intende richiamare l'attenzione sul flagello dell'AIDS, ed invitare la Comunità internazionale ad un rinnovato impegno nell'opera di prevenzione e nell'assistenza solidale verso coloro che ne sono colpiti. Le cifre diffuse in merito - ha aggiunto - sono allarmanti!".

"Seguendo da vicino l'esempio di Cristo - ha aggiunto - la Chiesa ha sempre considerato la cura degli infermi come parte integrante della sua missione. Incoraggio pertanto le molte iniziative promosse per debellare questa malattia, in modo speciale dalle comunità ecclesiali, e mi sento vicino ai malati di AIDS e alle loro famiglie, invocando per loro l'aiuto e il conforto del Signore".

Nel discorso rivolto a circa 25mila fedeli presenti, malgrado la giornata grigia e piovosa, in piazza San Pietro per l'udienza generale, Benedetto XVI aveva parlato della Shoah "una vergogna indelebile nella storia dell'umanita". Dello sterminio degli ebrei Benedetto XVI è tornato a parlare, dopo le parole forti usate ad agosto nella sinagoga di Colonia, commentando il Salmo 136, "Sui fiumi di Babilonia" che "ha come sfondo la terra d'esilio, coi suoi fiumi e canali, quelli appunto che irrigavano la pianura babilonese, sede dei deportati ebrei". "È quasi l'anticipazione simbolica - ha aggunto - dei campi di sterminio nei quali il popolo ebraico – nel secolo che abbiamo appena lasciato alle spalle – fu avviato attraverso un'operazione infame di morte, che è rimasta come una vergogna indelebile nella storia dell'umanità".

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