23/10/2012, 00.00
CINA
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Il Pcc pronto a emendare la Costituzione. E (per ora) sparisce Mao

Il presidente uscente Hu Jintao riunisce il Politburo per preparare la bozza di riforma da presentare al 18mo Congresso generale, che sancirà l’inizio della “Quinta generazione” comunista. Nei testi preparatori non si cita il Grande Timoniere. Aumenta la sicurezza nazionale, e Pechino si prepara a diventare una città blindata per tutta la durata dell’appuntamento politico.

Pechino (AsiaNews) - Mentre aumentano le misure di la sicurezza nella capitale cinese, che si prepara per l'apertura del 18mo congresso del Partito comunista, i leader uscenti preparano una proposta per emendare la Costituzione. Il testo è stato analizzato ieri nel corso di una riunione allargata del Politburo e presieduta dal segretario generale Hu Jintao: dal testo sarebbero spariti i riferimenti al pensiero di Mao Zedong. Tuttavia, i media nazionali non specificano quali siano le parti da emendare nel testo.

Dopo una lunghissima preparazione, il Congresso si aprirà il prossimo 8 novembre. Nel corso della riunione saranno ufficializzate le nomine dei leader della "Quinta generazione", dopo i 10 anni di governo di Hu Jintao e del premier Wen Jiabao. Oltre al presidente e al primo ministro - che salvo sorprese saranno Xi Jinping e Li Keqiang - il Congresso nominerà anche i membri del nuovo Comitato ristretto del Politburo. L'organismo, che di fatto governa il Paese, scenderà da 9 a 7 membri.

La proposta di riforma costituzionale è stata confermata dagli organi di stampa ufficiali: il People's Daily, il China Daily e tutti gli altri maggiori quotidiani cinesi hanno riportato il dispaccio dell'agenzia Xinhua in cui si legge che nel corso della riunione "sono state analizzate alcune importanti teorie che verranno iscritte nella Costituzione". Il South China Morning Post, quotidiano di Hong Kong, sottolinea però che "l'articolo della Xinhua ricorda il pensiero di Hu Jintao, Jiang Zemin e Deng Xiaoping, ma ignora del tutto quello di Mao Zedong".

Secondo il Global Times, l'edizione inglese del People's Daily, "il Congresso dovrà lavorare sul potenziale e sui problemi della Cina, in modo che essi siano chiari al Partito e al popolo, così come condurre una discussione aperta con il mondo. I nostri leader devono rispondere alle tante domande che il mondo pone alla Cina".

Johnny Lau Yui-siu, analista politico di Hong Kong, ritiene però che l'assenza di Mao non sia significativa: "Il Partito sottolinea moltissimo l'importanza e il peso delle tradizioni. Se ora si permette di eliminare il pensiero di Mao perché qualcuno ha dei dubbi in proposito, dovrà fare lo stesso anche con gli altri leader". In ogni caso, ogni Congresso del Pcc introduce dei cambiamenti alla Costituzione sin dal 1982: il governo Hu/Wen non ha fatto eccezioni.

Allo stesso modo, il governo sta preparando il summit con la consueta dose di repressione. Pechino sta diventando una città blindata: per accogliere gli oltre 2mila delegati, la municipalità ha lanciato una campagna a "tolleranza zero" contro i taxi non autorizzati, il gioco d'azzardo, la prostituzione e il furto di biciclette. La polizia sta controllando i lavoratori migranti - vero motore dell'economia interna - che sempre più spesso protestano in modo pubblico contro le autorità per le proprie atroci condizioni di vita.

Zhou Yangkang, il capo della sicurezza nazionale, ha spronato le autorità locali a "salvaguardare la sicurezza del Congresso. Dobbiamo realizzare che esistono diversi fattori che possono portare disarmonia, insicurezza e instabilità e che possono portare molti rischi e molte sfide per i lavori congressuali". Le autorità della provincia dell'Hubei hanno risposto all'appello e hanno annullato le ferie per 60mila poliziotti, che dovranno "combattere una guerra dura" in vista dell'appuntamento politico".

 

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