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    » 11/07/2012, 00.00

    HONG KONG - CINA

    Il card. Zen e i cattolici di Hong Kong marciano contro le violazioni della libertà religiosa in Cina

    Eugenia Zhang

    La protesta si è tenuta davanti all'ufficio del governo centrale di Hong Kong. Richiesto il rilascio di mons. Ma Daqin, vescovo ausiliare di Shanghai e di tutti cattolici cinesi. Ordinato lo scorso 7 luglio, il prelato è rinchiuso da giorni nel seminario di Sheshan per le sue dimissioni dall'Associazione Patriottica. Pechino censura tutti i siti internet con notizie inerenti al caso di mons. Ma.

    Hong Kong (AsiaNews) - Il card. Joseph Zen Ze-Kiun, vescovo emerito di Hong Kong, e decine di cattolici locali, protestano contro le violazioni della libertà religiosa in Cina. Essi chiedono il rilascio di mons. Ma Daqin, vescovo ausiliare di Shanghai, costretto a un "riposo forzato" nel seminario di Sheshan (Shanghai). I manifestanti hanno marciato fino alla sede centrale del governo di Hong Kong (China Liaison Office). La protesta è stata organizzata dopo che la Santa Sede ha diffuso un comunicato di condanna nei confronti dell'ordinazione illecita di Harbin e del riposo forzato di mons. Ma.

    I rappresentanti della Commissione Giustizia e Pace della diocesi di Hong Kong, criticano la mossa del governo cinese che ha voluto limitare la libertà del vescovo Ma, dopo le sue dimissioni dalla Associazione Patriottica comunicate durante l'ordinazione del 7 luglio scorso. I cattolici di Hong Kong sottolineano che il prelato stava solo esprimendo le sue intenzioni. Essi definiscono "barbaro" il comportamento delle autorità e chiedono la liberazione di tutti i vescovi, sacerdoti e laici detenuti. Secondo i manifestanti, Pechino ha censurato tutti i siti internet che riportavano notizie riguardanti il vescovo Ma, diffuse da diversi giornali cinesi. "Ciò - affermano - è un grave ostacolo alla libertà di stampa e di espressione".

    I cattolici di Hong Kong condannano inoltre l'ordinazione illecita di p. Yue Fusheng, tenutasi ad Harbin il 6 luglio scorso. Nei giorni precedenti la Santa Sede si era detta contraria alla cerimonia, ma l'Associazione Patriottica e le autorità locali hanno fatto di tutto per commettere "questo atto tragico" che ha portato grande dolore e tensione all'interno della Chiesa.

    "Questi fatti - sottolineano gli organizzatori della protesta - ostacoleranno e il normale sviluppo della Chiesa cattolica in Cina e le relazioni diplomatiche fra Pechino e Santa Sede".

     

     

     

     

     

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