16/09/2006, 00.00
INDONESIA
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Il caso dei 3 cattolici indonesiani alla Corte penale internazionale

di Benteng Reges

I legali del collegio difensivo spiegano che la Corte di Ginevra ha l'autorità per rivedere il verdetto di morte. Nuove voci spostano l'esecuzione a subito dopo il mese sacro di Ramadan.

Poso (AsiaNews) – Gli avvocati dei tre cattolici condannati a morte porteranno il caso davanti alla Corte penale internazionale di Ginevra, come previsto da una convenzione sui diritti umani ratificata da Jakarta, per garantire il diritto dei tre alla vita e denunciare l'irregolarità dei processi indonesiani. Lo ha annunciato ieri nella capitale Peter Selestianus SH, presidente del Padma (collegio difensivo dei tre).

Fabianus Tibo, Dominggus da Silva e Marinus Riwa sono stati condannati a morte perché ritenuti responsabili del massacro di 200 musulmani a Poso durante gli scontri interreligiosi del 2000. Il loro caso ha attirato l'attenzione internazionale: il processo che li ha giudicati colpevoli è stato viziato da procedure illegali, come testimoni non ascoltati e prove non accettate dalla Corte. Anche il Papa ha chiesto al presidente indonesiano Susilo la grazia per i tre.

Selestianus ha annunciato che sarà Muchtar Pakpahan SH, attivista per i diritti umani, a portare il messaggio del Padma a Ginevra ed ha spiegato che la decisione è stata presa "per portare alla luce le ingiustizie che avvengono nei processi indonesiani".

L'avvocato ha poi aggiunto che "la condanna a morte dei tre cattolici è contro l'umanità ed è un enorme abuso dei diritti umani. La Corte penale internazionale ha l'autorità per rivedere il verdetto".

Nel frattempo, continuano le voci che vogliono "imminente" l'esecuzione dei tre, fissata per il 12 agosto scorso e rinviata in extremis. Una fonte autorevole della polizia delle Sulawesi centrali conferma l'avvenuto incontro fra il capo della polizia della provincia, il sovrintendente Badrotin Haiti, e la sua controparte di Palu, Mahfud Mannan SH.

L'incontro, a porte chiuse, è stato convocato il 14 settembre scorso per cercare il modo di accelerare i tempi dell'esecuzione. La fonte spiega che i due militari "hanno un interesse comune nel voler uccidere i tre cattolici. Sembra abbiano proposto che l'esecuzione avvenga subito dopo il mese sacro di Ramadam, ma la data precisa ed il luogo non sono stati decisi".

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