31/08/2005, 00.00
CINA
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Il governo cinese ordina la chiusura di 7 mila miniere

Si esige un aumento degli standard di sicurezza o di chiudere per sempre. Pechino ha istituito un corpo speciale che controlli la cessione delle quote delle miniere illegali da parte dei membri del Partito.

Pechino (AsiaNews/Agenzie) – La Cina ha ordinato a circa 7 mila miniere di carbone sparse sul territorio nazionale di interrompere la produzione e migliorare la sicurezza degli impianti. La misura – l'ultima di una serie inefficace di provvedimenti governativi – è stata annunciata oggi dai media nazionali.

Secondo i quotidiani l'Amministrazione statale per la Sicurezza mineraria ha diramato ieri una prima lista di 1.324 miniere che devono chiudere e migliorare gli standard di sicurezza. "Il numero non è completo - dichiara un portavoce anonimo dell'ufficio – sulla lista di sospensione prevista dal governo vi sono 7 mila miniere".

La Cina ha circa 24 mila miniere di carbone, molte delle quali senza licenza, che provvedono al 70 % del fabbisogno energetico del Paese. "Sono sicuro che la manovra non colpirà la produzione – dichiara Li Wenge, del Gruppo industriale carbonifero del Shaanxi [provincia nord-est della Cina ndr] – perché le miniere di proprietà del governo, le più grandi e le più sicure, hanno aumentato la produzione nel corso dell'anno".

L'ordinanza colpisce in massima parte le province più povere ed i minatori che le abitano perché "le piccole miniere illegali [che si trovano soprattutto nella parte ovest del Paese ndr] chiuderanno realmente. I minatori che vi lavorano – continua Li – perderanno la loro unica fonte di guadagno e le loro famiglie diverranno più povere di quanto non siano ora".

Nell'ottica di colpire le miniere illegali Pechino ha diramato ieri un altro provvedimento con il quale si impone ai governi locali di creare gruppi investigativi per assicurare la reale cessione delle quote minerarie da parte degli iscritti al Partito Comunista. Un annuncio pubblicato martedì 24 agosto sul sito web dell'Organizzazione cinese per la Salvaguardia della sicurezza sul lavoro avvertiva infatti ogni leader governativo, ad ogni livello, di sbarazzarsi di ogni quota in questa industria prima del 22 settembre, anche se non sono specificate le punizioni previste per chi non dovesse farlo. L'ordinanza emessa ieri sottolinea che è permessa l'acquisizione di quote in aziende minerarie legali che rispondono agli standard di sicurezza.

L'industria mineraria cinese è la più pericolosa del mondo: lo scorso anno, secondo dati ufficiali, sono morti 6.027 minatori: una media di 16 al giorno. Nel 2005 - fino ad oggi – ne sono morti 1.436 e oltre il 60 % degli incidenti mortali sono avvenuti in miniere a cui era stata imposta la chiusura per motivi di sicurezza.

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