02/12/2008, 00.00
INDIA – PAKISTAN
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Il governo indiano chiede al Pakistan l’estradizione di sospetti terroristi

New Delhi ha chiesto la consegna di Hafiz Mohammad Saeed, capo del LeT, e di altre 20 persone legate al terrorismo locale. L’India esclude un intervento militare contro il Pakistan, ma non chiarisce le misure che intende adottare per rispondere all’attacco a Mumbai. Islamabad propone una commissione congiunta di indagine.

New Delhi (AsiaNews/Agenzie) – L’India ha chiesto al governo di Islamabad la consegna di Hafiz Mohammad Saeed, capo della cellula fondamentalista islamica Lashkar-e-Taiba attiva nell’Asia del sud, e di altri terroristi rifugiati in territorio pakistano. La domanda di estradizione per i 20 fuggitivi è stata consegnata nel contesto di una protesta formale fatta all’Alto commissario pakistano, in riferimento agli attacchi del 26 novembre scorso a Mumbai. Il bilancio finale parla di 188 morti e circa 300 feriti.

Il ministro degli esteri di New Delhi riferisce che “solo il tempo mostrerà” le azioni che si dovranno compiere nella lotta contro il terrorismo, ma esclude qualsiasi tipo di azione militare contro il Pakistan. “Abbiamo chiesto la consegna di quanti si sono rifugiati in Pakistan – afferma Pranab Mukherjee – e che sono considerati dei fuggitivi secondo le leggi dell’India”. Egli ha inoltre aggiunto che le sue parole non posso essere “fraintese”, perché “nessuno parla di azione militare”.

Fonti ufficiali indiane rivelano che i servizi di intelligence, nel mese di settembre, avevano raccolto informazioni circa un possibile attentato. L’agenzia ha poi passato il rapporto agli responsabili della sicurezza nazionale, ma la minaccia non è stata presa in debita considerazione: ora il governo dovrà analizzare le ragioni del mancato intervento.

Da parte sua il governo di Islamabad assicura piena collaborazione a patto che vengano fornite prove evidenti della colpevolezza dei sospetti. Il Pakistan propone inoltre di formare una commissione congiunta di inchiesta per far luce sugli autori della strage. A far salire la tensione fra New Delhi e Islamabad – entrambe dotate di armi nucleari – hanno contribuito le dichiarazioni rese da un terrorista catturato all’indomani dell’attacco, che avrebbe dichiarato di essere stato addestrato in Pakistan e di aver preso ordini da una base operativa posizionata oltre la frontiera.

Shah Mehmood Qureshi, ministro pakistano degli esteri, ribadisce che i terroristi non devono minare quanto costruito a fatica, negli ultimi anni, nei rapporti bilaterali fra i due Paesi e ribadisce che il processo di pace deve continuare.

Oggi in Israele è iniziata la cerimonia di sepoltura delle sei vittime della strage a Mumbai: nell’attacco alla Chabad House, quartier generale del movimento ultra-ortodosso Lubavitch, sono tre cittadini israeliani, il rabbino capo della comunità, un ebreo americano e una ebrea messicana, che avrebbe dovuto emigrare in Israele questa settimana.

 

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