23/02/2012, 00.00
KAZAKISTAN

Il governo kazako mette fuorilegge 579 fra chiese, comunità e confessioni religiose

Esse hanno meno di 50 membri e non rientrano nelle nuove leggi sulla libertà religiosa in vigore dallo scorso 21 ottobre. Le comunità avranno tempo fino al 25 ottobre 2012 per raggiungere i requisiti. In questo periodo sarà comunque vietata qualsiasi forma di riunione pubblica.

Astana (AsiaNews/F18) - Le nuove leggi sulla libertà religiosa fanno sparire 579 fra chiese protestanti, sette islamiche, gruppi e comunità di fede con meno di 50 persone registrate. Secondo il Kairat Lama Sharif, responsabile per gli affari religiosi, dal 21 ottobre, data di entrata in vigore del provvedimento il numero delle realtà religiose è sceso del 13%. Molte chiese protestanti fra cui i cristiani battisti e gli avventisti del settimo giorno saranno costretti a celebrare le proprie funzioni in abitazioni private e sotto lo stretto controllo delle autorità. In questi giorni il governo Kazako ha inviato una lettera a tutte le comunità invitandole ad adeguarsi alle nuove normative oppure fermare subito le propria attività. Le autorità hanno concesso un anno per raggiungere il limite di fedeli necessario per la registrazione. Tuttavia in questo periodo nessuna realtà con un numero di fedeli inferiore a 50 individui potrà celebrare funzioni pubbliche anche se in regola con le leggi precedenti.  

Vyacheslav Melnik, pastore della Grace Church di Shakhan nel distretto di Shakhtinsk (regione di Karaganda), afferma che la polizia lo ha convocato nei suoi uffici per leggergli ad alta voce il comunicato del governo. "La nostra comunità - racconta - è terrorizzata. Tuti i fedeli hanno paura a pregare insieme o riunirsi anche solo per parlare".

Diversi leader hanno protestato contro il trattamento che viola il diritto alla libertà religiosa. Nonostante gli appelli e le varie consultazioni richieste dalle minoranze, il governo è stato inflessibile e ha giustificato il provvedimento come un atto necessario per difendere il Paese dal terrorismo religioso. Per questa ragione chi rifiuta di registrarsi o celebra funzioni pubbliche senza requisiti sarà punito. La prima vittima di questo nuovo sistema è Aleksei Asetov, leader del Consiglio delle Chiese battiste di Ekibastuz, è stato condannato a pagare una multa di 2.486 euro, pari a 18 mesi di stipendio, per non aver registrato la sua congregazione. L'uomo fa il calzolaio ed è padre di 10 figli. In caso di mancato pagamento rischia alcuni mesi di carcere e la confisca dei beni.  

In vigore dallo scorso 21 ottobre e volute dal presidente Nursultan Nazarbayev, le leggi sono nate per combattere l'estremismo islamico. Esse influenzano però tutti i gruppi religiosi del Paese e mirano a nazionalizzare le fedi considerate tradizionali o con un grande seguito, seguendo il modello di controllo utilizzato dal governo cinese. Per sopravvivere a livello nazionale ed evitare sanzioni, le realtà non autoctone devono dimostrare di avere almeno 5mila membri. Le leggi vietano qualsiasi forma di espressione religiosa nei luoghi pubblici e proibiscono alle donne musulmane di indossare il velo. In principio solo la Chiesa ortodossa russa e la comunità islamica kazaka, considerate parte della tradizione, erano escluse da queste restrizioni, ma la recente scoperta sul territorio di gruppi estremisti e gli attentati del 31 ottobre ad Atyrau nell'Ovest del Paese hanno spinto il governo a stringere la morsa anche su di esse. 

 

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