09/12/2006, 00.00
UZBEKISTAN – KIRGHIZISTAN
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Il governo uzbeko mette limiti al pellegrinaggio alla Mecca

Per l’haj, che inizia a fine mese, previsti solo 5mila permessi su 25mila posti disponibili. Ostacolati i pellegrini giovani e delle regioni più credenti. Anche altri Stati dell’Asia centrale vedono con sfavore questo evento. Nel 2005 2mila pellegrini cinesi sono andati con falsi documenti kirghisi. Timori per la crescita del fondamentalismo.

Tashkent (AsiaNews/Forum18) – L’Uzbekistan permetterà a solo 5mila cittadini di compiere il pellegrinaggio per l’haj alla Mecca. Lo dice l’agenzia Forum 18.

Ogni islamico adulto deve fare il pellegrinaggio almeno una volta nella vita, nel periodo che quest’anno ha inizio alla fine di dicembre. L’Arabia Saudita, custode delle città sante di Mecca e Medina, indica il numero di pellegrini ammessi da ogni Stato e ha fissato la quota di uzbeki a 25mila. Ma il Comitato per gli affari religiosi e l’Amministrazione spirituale dei musulmani (Muftiate) hanno detto che daranno non più di 5mila permessi. Il cittadino deve avere l’autorizzazione dei locali comitati Mahalla e, in seguito, della nazionale Commissione per l’Haj. Per favorire il controllo, lo Stato pretende che i pellegrini viaggino con la compagnia aerea statale.

Fonti locali spiegano a Forum 18 che “le autorità danno meno permessi per le regioni dove ci sono più credenti, come la Fergana Valley”, diventata famosa per il massacro di Andijan del maggio 2005. “Per esempio nel Namangan molte persone hanno chiesto più volte di poter fare il pellegrinaggio, come pure nel Karaklpakstan”.

Lo scienziato politico Alisher Khamidov ha osservato che nel 2005 nel Namangan le autorità locali hanno consentito il pellegrinaggio solo a chi ha tra 40 e 65 anni e che altre regioni vogliono quest’anno adottare identico criterio. Nelle zone dove l’Islam è più radicato i pellegrini sono anche vagliati dal Servizio per la sicurezza nazionale, vera polizia segreta.

Zafar Tursunov, funzionario del Muftiate, ammette che “c’è  il tentativo di persuadere i giovani islamici a non fare il pellegrinaggio” e che “sarebbe meglio se i pellegrini uzbeki fossero anziani”.

Anche negli altri Stati dell’Asia centrale il permesso viene dato con difficoltà. A novembre il governo del  Turkmenistan ha detto che consentirà solo 188 pellegrini, come già nel 2005. Il 13 dicembre 2005 il governo kirghiso ha stabilito con decreto che i pellegrini debbono usare le linee aeree statali e anche gli altri Stati lo chiedono. Ma Stati come Kazakistan e Tagikistan dicono che il numero di chi vuole fare il pellegrinaggio è  inferiore alla quota consentita dall’Arabia Saudita. Le autorità kirghise dicono che nel 2005 circa 2mila posti sono stati presi da musulmani cinesi con falsi passaporti.

Gli Stati dell'Asia Centrale temono che un maggior flusso di pellegrini alla Mecca - sopratutto dei giovani - possa portare a una più grande radicalizzazione della pratica islamica, con un conseguente aumento del fondamentalismo. (PB)

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