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» 23/01/2007
CINA
Il governo vuole rallentare la crescita dell’economia
La Banca centrale annuncia l’obiettivo di una crescita di “solo” l’8% nel 2007, dopo quattro anni di crescita superiore al 10%. Pechino ha paura che possa espandersi l’inflazione. Prevista “maggiore flessibilità” per lo yuan, ma senza dire se ci sarà la rivalutazione molto chiesta dagli Stati Uniti.

Pechino (AsiaNews/Agenzie) – Nel 2007 la Cina avrà una crescita economica dell’8%, inferiore al 10,5% del 2006, e un’inflazione contenuta nel 3%. Lo prevede la Banca del popolo di Cina. La banca centrale ha fatto l’annuncio ieri, al termine delle annuale conferenza sulla politica monetaria per l’anno in corso. Il governo vuole rallentare la crescita economica, dopo quattro anni consecutivi di robusta espansione, sempre superiore al 10%. Pechino teme un aumento dell’inflazione e già dal marzo 2006 ha introdotto misure per rallentare la crescita e diminuire la circolazione del denaro, quali un minore e più attento utilizzo del prestito bancario specie per i mutui immobiliari e per alcuni progetti industriali.

E’ anche prevista una “maggiore flessibilità” del tasso di cambio dello yuan, ma la Banca non ha detto se sia prevista un’altra rivalutazione, come chiede Washington per un allineamento della moneta al suo valore reale rispetto al dollaro, cosa che consentirebbe una diminuzione del grave disavanzo commerciale degli Stati Uniti verso la Cina e una minore competitività delle merci cinesi. Pechino ha svalutato lo yuan nel luglio 2005 portando il cambio a 8,28 yuan/dollaro. Ha poi consentito una progressiva limitata svalutazione, che ha portato il cambio al di sotto di 7,80 yuan/dollaro.

La bilancia commerciale favorevole e il continuo aumento di investimenti diretti esteri hanno consentito alla Cina di avere riserve di valuta estera stimate pari a 1.066 miliardi di dollari Usa alla fine del 2006. Il surplus commerciale è cresciuto del 74% nel 2006 giungendo al record di 177,47 miliardi di dollari, con un aumento del 27,2% nelle esportazioni.


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