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  • » 13/09/2017, 12.15

    PAKISTAN

    Il padre dello studente cristiano ucciso: L’uniforme della scuola è diventata il suo sudario

    Kamran Chaudhry

    Sharoon Masih è stato ucciso il terzo giorno di lezione dai suoi compagni di scuola. Giustizia e pace sostiene che il suo omicidio è colpa delle autorità della scuola. La morte “non una disputa tra adolescenti, ma causata da intolleranza, discriminazione e comportamento disumano”.

    Lahore (AsiaNews) – “Era il mio figlio maggiore. Pensavamo che una scuola di città, a sei chilometri dal nostro villaggio, potesse dargli migliori opportunità di studio. Ho chiesto un prestito [per mandare mio figlio a scuola] e siamo andati insieme a comprare l’uniforme. Invece l’ha indossata una volta sola, poi è diventata il suo sudario”. È la dolorosa testimonianza di Elyab Masih, raccolta da AsiaNews. Egli è il padre di Sharoon Masih, lo studente cristiano ucciso dai compagni di classe a Burewala, nel Punjab. Il genitore parla del figlio ucciso per razzismo religioso e riferisce commosso di non aver “potuto nemmeno vedere il suo corpo” per l’ultima volta.

    L’assassinio del ragazzo ha scosso la comunità cristiana del Pakistan. Sull’ennesimo episodio di intolleranza nei confronti della minoranza, ieri è intervenuta la Commissione nazionale Giustizia e pace (Ncjp) della Conferenza episcopale pakistana. In un comunicato congiunto, l’organismo ecclesiale afferma che “la discriminazione e la negligenza delle autorità della scuola” sono la causa dell’omicidio. Nel documento si legge: “È triste vedere che il governo del Pakistan sembra più interessato alla sicurezza delle infrastrutture e degli edifici piuttosto che all’aspetto qualitativo del sistema educativo. Noi e i nostri figli viviamo in una società in cui odio, discriminazione, bullismo e rancore verso le caste, la fede, la religione e lo status sociale sono radicati tra gli scolari”.

    Mons. Joseph Arshad, presidente della Ncjp, p. Emmanuel Yousaf Mani, direttore nazionale, e S. Cecil Chaudhry, direttore esecutivo, lamentano che Sharoon, 17 anni, “è morto appena tre giorni dopo l’ammissione al liceo statale. In una classe di 70 studenti, egli era il solo cristiano”. I leader cattolici riferiscono che Raza Ahmed, il compagno musulmano che ha aizzato il pestaggio e ora è indagato per omicidio, appartiene alla casta feudale dei Kumhar. “Fin dal primo giorno di scuola – continua il comunicato – [lo studente cristiano] è stato vittima di bullismo e deriso dagli altri alunni. Secondo l’insegnante, Ahmed avrebbe avuto dei problemi a gestire la rabbia. Questo potrebbe far pensare ad una disputa tra adolescenti, ma in realtà [l’omicidio] è stato causato da intolleranza, discriminazione e comportamento disumano verso le comunità di minoranza ed emarginate”.

    La Commissione sottolinea che Sharoon “era un ragazzo che voleva solo studiare. Era dovere degli insegnanti controllare e fermare tali episodi di discriminazione in classe. I docenti dovrebbero sostenere ed essere comprensivi verso gli studenti che sono presi di mira per la propria fede. Sfortunatamente nel caso di Sharoon abbiamo visto che tra i compagni non c’era alcun valore umano”.

    P. Mani aggiunge che “l’unico esempio di speranza è stato l’atteggiamento di alcuni ragazzi che hanno trasportato d’urgenza all’ospedale la vittima. Questo è un vero esempio dell’insegnamento caritatevole di Dio”. Mons. Arshad fa sapere che la Commissione sta fornendo sostegno legale alla famiglia del ragazzo e chiede che il governo agisca per fare giustizia.

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