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» 01/06/2012
VATICANO - ITALIA
Il papa saluta Milano, "crocevia di popoli e culture"
di Bernardo Cervellera
Benedetto XVI viene in visita pastorale alla città che ospita l'Incontro mondiale delle famiglie. Il papa tratteggia il carattere della città fatto di "laicità positiva" e di forte impronta cattolica, di efficienza e di generosità; chiede attenzione ai poveri e ai terremotati, spinge all'imitazione dei suoi santi: Ambrogio, Carlo Borromeo, Pio XI, Paolo VI, Gianna Beretta Molla. L'affidamento alla "Madonnina". In serata il pontefice sarà ospite del Teatro alla Scala.

Milano (AsiaNews) - "Sono molto lieto di essere oggi in mezzo a voi e ringrazio Dio, che mi offre l'opportunità di visitare la vostra illustre Città. Il mio primo incontro con i Milanesi avviene in questa Piazza del Duomo, cuore di Milano, dove sorge l'imponente monumento simbolo della Città. Con la sua selva di guglie esso invita a guardare in alto, a Dio. Proprio tale slancio verso il cielo ha sempre caratterizzato Milano e le ha permesso nel tempo di rispondere con frutto alla sua vocazione: essere un crocevia - Mediolanum - di popoli e di culture". Con uno sguardo al suo Duomo e uno al milione e più di fedeli da tutto il mondo,  radunati in piazza, è iniziata la visita pastorale di Benedetto XVI alla città-motore dell'economia in Italia, che in questi giorni ospita l'Incontro mondiale delle Famiglie.

Il papa è arrivato all'aeroporto di Linate, vicino alla città, verso le 17.15 ed è stato salutato dal card. Angelo Scola, arcivescovo di Milano; il card. Ennio Antonelli, presidente del Pontificio consiglio per la famiglia; il card. Dionigi Tettamanzi. Presenti anche il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni; il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia; il ministro Andrea Riccardi, in rappresentanza del governo italiano. Era dal 1983 che un papa non veniva a Milano.

Nel suo saluto alla popolazione, Benedetto XVI tratteggia il carattere della città fatto di "laicità positiva" e di forte impronta cattolica, di efficienza e di generosità. "Un pensiero affettuoso - ha detto - indirizzo a quanti hanno bisogno di aiuto e di conforto, e sono afflitti da varie preoccupazioni: alle persone sole o in difficoltà, ai disoccupati, agli ammalati, ai carcerati, a quanti sono privi di una casa o dell'indispensabile per vivere una vita dignitosa. Non manchi a nessuno di questi nostri fratelli e sorelle l'interessamento solidale e costante della collettività. A tale proposito, mi compiaccio di quanto la Diocesi di Milano ha fatto e continua a fare per andare incontro concretamente alle necessità delle famiglie più colpite dalla crisi economico-finanziaria, e per essersi attivata subito, assieme all'intera Chiesa e società civile in Italia, per soccorrere le popolazioni terremotate dell'Emilia Romagna, che sono nel nostro cuore e nella nostra preghiera e per le quali invito, ancora una volta, ad una generosa solidarietà".

Il papa ricorda pure "il profondo senso ecclesiale e il sincero affetto di comunione con il Successore di Pietro", che "fanno parte della ricchezza e dell'identità della vostra Chiesa lungo tutto il suo cammino", manifestatisi "in modo luminoso nelle figure dei grandi Pastori che l'hanno guidata". E cita san Carlo Borromeo; il card. Andrea Carlo Ferrari, "apostolo della catechesi e degli oratori"; il beato Alfredo Ildefonso Schuster; Achille Ratti, arcivescovo della città, divenuto Pio XI; Giovani Battista Montini, poi Paolo VI.

E proprio pensando alle famiglie, il papa cita santa Gianna Beretta Molla, "sposa e madre, donna impegnata nell'ambito ecclesiale e civile, che fece splendere la bellezza e la gioia della fede, della speranza e della carità".

"Cari amici - ha aggiunto -  la vostra storia è ricchissima di cultura e di fede. Tale ricchezza ha innervato l'arte, la musica, la letteratura, la cultura, l'industria, la politica, lo sport, le iniziative di solidarietà di Milano e dell'intera Arcidiocesi. Spetta ora a voi, eredi di un glorioso passato e di un patrimonio spirituale di inestimabile valore, impegnarvi per trasmettere alle future generazioni la fiaccola di una così luminosa tradizione. Voi ben sapete quanto sia urgente immettere nell'attuale contesto culturale il lievito evangelico. La fede in Gesù Cristo, morto e risorto per noi, vivente in mezzo a noi, deve animare tutto il tessuto della vita, personale e comunitaria, privata e pubblica, così da consentire uno stabile e autentico "ben essere", a partire dalla famiglia, che va riscoperta quale patrimonio principale dell'umanità, coefficiente e segno di una vera e stabile cultura in favore dell'uomo. La singolare identità di Milano non la deve isolare né separare, chiudendola in se stessa. Al contrario, conservando la linfa delle sue radici e i tratti caratteristici della sua storia, essa è chiamata a guardare al futuro con speranza, coltivando un legame intimo e propulsivo con la vita di tutta l'Italia e dell'Europa. Nella chiara distinzione dei ruoli e delle finalità, la Milano positivamente "laica" e la Milano della fede sono chiamate a concorrere al bene comune".

Benedetto XVI ha concluso con l'affidamento della città "alla protezione della Vergine Maria, che dalla più alta guglia del Duomo maternamente veglia giorno e notte su questa Città". In questi giorni, vicino alla "Madonnina", svetta anche una bandiera vaticana. E la banda presente nella piazza del Duomo, per salutare il papa ha suonato proprio le note di "O mia bella Madunina", un canto popolare in dialetto milanese molto noto.

Questa sera Benedetto XVI sarà al Teatro alla Scala, dove si terrà un concerto in suo onore e per gli ospiti dell'Incontro delle famiglie. Il maestro Daniel Barenboim dirigerà la Nona sinfonia di Beethoven.


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