14/01/2006, 00.00
Mongolia
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Il parlamento della Mongolia leva la fiducia al governo

La crisi determinata dal Mprp, che ha la metà dei seggi e si appresta a formare il nuovo governo. Dimostrazioni popolari contro la crisi.

Ulaan Baatar (AsiaNews/Agenzie) - Crisi politica ufficiale in Mongolia, dopo che ieri il Parlamento ha votato la sfiducia al governo, ufficializzando la dissoluzione della coalizione tra i 2 maggiori partiti.

Nella notte 39 dei 76 parlamentari hanno votato contro il governo. "Il Parlamento – dice Sanjaasuren Oyun, leader del piccolo partito Civil Will – sarà riconvocato mercoledì o giovedì, quando un nuovo governo sarà formato".

La crisi è iniziata l'11 gennaio, con le dimissioni dei 10 ministri appartenenti al Partito rivoluzionario del popolo mongolo (Mprp). Il Mprp, erede del partito comunista, guidato da Nambar Enkhbayar, presidente dello Stato, nelle elezioni del 2004 ha ottenuto 38 dei 76 seggi, dopo che in precedenza aveva avuto la maggioranza assoluta da quando nel 1991 è finita l'era sovietica.

Il rivale Partito democratico (Pd), del premier Tsakhia Elbegdorj, ha avuto 34 seggi. La coalizione tra questi 2 partiti ha assicurato finora un governo stabile. Ora il Mprp appare volere assumere il pieno controllo del governo, magari con il sostegno di piccoli partiti o di singoli parlamentari eletti con altre forze politiche.

I dimissionari biasimano il governo per la lenta crescita economica e l'inflazione. Il premier Elbegdorj risponde che "l'economia è stata stabilizzata e si prevede una crescita intorno al 7% quest'anno. Abbiamo creato 20 mila posti di lavoro". R. Gonchigodori del Pd dice che le dimissioni arrivano poco prima che il Parlamento discutesse circa possibili episodi di corruzione del Mprp. Proteste nella popolazione, che appariva in gran parte favorevole a un governo stabile di coalizione. Il 12 gennaio, dopo la notizia della crisi imminente, centinaia di dimostranti a Ulaan Batar hanno marciato sulla sede del Mprp e l'hanno danneggiata. Non ci sono state altre violenze e la polizia ha subito controllato la situazione.

La Mongolia è uno dei pochi Stati dell'Asia centrale che ha raggiunto una democrazia abbastanza stabile, dopo il crollo dell'Unione Sovietica. Stretta tra Cina e Russia, è anche alleata degli Stati Uniti, spesso definiti "il terzo vicino" politico. Ha inviato in Iraq una forza armata piccola ma di alta importanza simbolica. (PB)

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