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» 02/11/2011 12:04
NEPAL
Il parlamento nepalese trova l’accordo sul futuro dei 19mila guerriglieri maoisti
Oltre 6500 gli ex paramilitari integrati all’interno dell’esercito. I restanti 12.500 saranno inseriti all’interno di programmi per l’assorbimento nella società. La decisione storica giunge a cinque anni dalla fine della guerra civile. Protestano le frange radicali del partito maoista.

Kathmandu (AsiaNews/ Agenzie) – Il parlamento nepalese integra oltre 6500 guerriglieri maoisti all’interno dell’esercito a cinque anni dalla fine della guerra civile (1996/ 2006). L’accordo è stato siglato ieri dai leader dello Unified Communist party of Nepal, Nepali Congress, Communist Party of Nepal (Unified Marxist Leninist) e lo United Democratic Madhesi Front. Secondo l’intesa, per ora gli ex combattenti non saranno inseriti in reparti armati. Essi avranno un ruolo attivo nei soccorsi umanitari, nella sicurezza industriale e forestale. Ai restanti 12.500 è stato proposto invece un programma di reinserimento nella società. I finanziamenti ammontano fino a 11.500 dollari per ciascun guerrigliero. Tuttavia, la decisione non ha raccolto i consensi delle ali più radicali del partito, che hanno definito l’accordo “un’umiliazione per l’Esercito di liberazione del popolo”.

La guerra civile del Nepal ha contrapposto per 11 anni esercito e guerriglieri maoisti, che combattevano con l'obiettivo di rovesciare la monarchia e istituire la Repubblica popolare del Nepal. Il conflitto si è concluso con un accordo globale di pace tra esercito e maoisti firmato il 21 novembre 2006 davanti a Onu e comunità internazionale. La guerra ha fatto più di 12.800 morti e circa 100mila rifugiati. In questi anni i maoisti si sono sempre rifiutati di consegnare le armi, pretendendo l’inserimento degli ex guerriglieri all’interno delle esercito nazionale. Lo scorso 2 settembre i quadri dei paramilitari hanno accettato il disarmo e consegnato le chiavi degli arsenali dislocati in sette campi di addestramento sparsi su tutto il territorio nepalese.

Il reinserimento degli ex guerriglieri è una tappa storica per il Paese. A tutt’oggi i maoisti sono il partito di maggioranza in parlamento, dopo la vittoria alle elezioni per l’assemblea costituente tenutesi nel 2008. Lo scorso 28 agosto sono tornati al governo a due anni dalle dimissioni del loro storico leader Prachanda. Il nuovo Primo ministro Baburan Battharai si è impegnato a portare a termine il processo di pace e la scrittura della nuova costituzione. Essa doveva già essere pronta nel 2009, ma la sua approvazione è stata frenata dall’opposizione dei maoisti, che per tre volte hanno costretto l’Onu a posticipare la data di consegna, come ricatto per il mancato reinserimento dei guerriglieri nella società. La prima bozza della nuova carta costituzionale sarà consegnata entro fine novembre.

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