21/08/2008, 00.00
FILIPPINE
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Il presidente filippino cancella l’accordo con il Milf

A causa del crescente clima di violenze delle ultime settimane, la Arroyo ordina lo stop alla firma del memorandum of agreement (Moa) fra governo e ribelli islamici. Esso dovrebbe stabilire i territori della regione autonoma musulmana del Mindanao (Armm).

Manila (AsiaNews) – Questa mattina il presidente filippino Gloria Macapagal Arroyo ha annunciato la cancellazione degli accordi di pace con i ribelli del fronte islamico Moro (Milf). La decisione presa è diretta conseguenza dell’escalation delle violenze degli ultimi giorni, in particolare nell’isola di Mindanao nel sud del Paese.

Dall’inizio della settimana sono morte oltre 40 persone negli scontri fra esercito e guerriglieri musulmani, fra cui diversi civili. Alla base della decisione del governo pare vi sia la voglia di non cedere di fronte alle offensive di una frangia di appartenenti al Milf, che sperano di ottenere maggiori vantaggi forzando la mano alla vigilia della firma del memorandum of agreement (Moa). Lunedì scorso ad AsiaNews p. Gianni Sandalo, superiore del PIME nelle Filippine, aveva confermato che gli scontri fra esercito filippino e truppe del fronte islamico Moro più che a “uno scenario di guerra”, fanno pensare a un “tentativo di entrambi i fronti di mostrare i muscoli”. Oggi è arrivata la risposta del governo, con la cancellazione dell'accordo di pace.

Il documento al centro delle trattative fra Milf e governo dovrebbe stabilire i territori della regione autonoma musulmana del Mindanao (Armm). I musulmani chiedono l’annessione di oltre 1000 villaggi, mentre il governo ne vuole concedere circa 700, che poi dovranno confermare l’annessione all’Arnm mediante referendum. Il 5 agosto i due fronti avrebbero dovuto sottoscrivere il Moa grazie alla mediazione del governo Malaysiano, ma una sentenza della Corte Suprema filippina aveva bloccato la firma ritenendo l’accordo “incostituzionale”. Il Moa ha subito pesanti critiche anche da diversi esponenti della società filippina, sia cristiani che musulmani, accusato di essere “poco chiaro nei termini” ed elaborato “in gran segreto, lasciando da parte i cittadini ancora oggi ignari dei suoi reali contenuti”.

“La cancellazione del memorandum of agreement è un passo doloroso” nel quadro degli sforzi compiuti per “raggiungere un accordo con il Milf”, sottolinea Lorelei Fajado, portavoce della Arroyo. Egli ha ribadito che “il presidente lavorerà per un nuovo accordo” con i ribelli, ma non permetterà mai che essi esercitino “pressioni” per ottenere “maggiori concessioni dal governo”.

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