22/01/2013, 00.00
ASIA
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Ilo, aumentano i disoccupati nel mondo. La crisi colpisce anche l’Asia

Nel 2012 vi sono 4 milioni in più senza lavoro, per un totale di 197 milioni. Un dato destinato a crescere nei prossimi anni. Colpiti in particolare i giovani, con il 13% di disoccupazione sotto i 24 anni. In difficoltà anche le economie emergenti, in particolare nel sud-est asiatico. Il Medio oriente fra i “meno dinamici” per la ridistribuzione della forza lavoro.

Singapore (AsiaNews) - Nel 2012 il numero di disoccupati nel mondo è cresciuto di altri 4 milioni rispetto all'anno precedente, toccando quota 197 milioni in totale; inoltre, secondo le stime il numero è destinato a crescere di altri 5,1 milioni per l'anno corrente e di 3 milioni nel 2014. È quanto emerge dal Global Employement Trends 2013, il rapporto elaborato dall'Organizzazione internazionale del Lavoro (Ilo), in base al quale emerge che la categoria più colpita è quella dei giovani: quasi il 13% dei minori di 24 anni è disoccupato.

Secondo quanto riferisce l'agenzia delle Nazioni Unite specializzata sul lavoro, il 2012 ha fatto registrare un tasso di disoccupazione cresciuto del 6%; in cinque anni, dall'inizio della crisi finanziaria mondiale, il numero dei disoccupati nel mondo è cresciuto di 28 milioni, cui si sommano altre 39 milioni di persone che il lavoro non lo cercano nemmeno più perché "scoraggiate".

La crisi economica nei Paesi sviluppati ha inoltre generato pesanti ripercussioni nelle altre aree, compreso il continente asiatico dove la crescita ha fatto registrare dati inferiori rispetto al recente passato. Il contagio dell'Europa ha colpito in particolare il sud-est asiatico e l'Africa subsahariana. Per l'Ilo un quarto dell'aumento dei disoccupati dipende dalle economie avanzate, mentre "il resto arriva dalle altre regioni ed in particolare nell'Estremo Oriente, nell'Asia del Sud e nell'Africa subsahariana".

Intanto anche l'Asia dell'est comincia a segnare il passo, facendo registrare un tasso di crescita inferiore di 1,4 punti percentuali rispetto all'anno precedente, dovuto in gran parte alle "difficoltà" dell'economia cinese dove l'indice positivo si è fermato a un + 7,8%, il più basso dal 1999. Nell'Asia del sud anche il tasso di crescita indiano è rallentato, con Delhi che registra una crescita del 4,9%, anch'esso il più basso dell'ultimo decennio. La progressione del Pil a livello regionale è invece calata dell'1,6%. Per l'immediato futuro le previsioni degli esperti non sono certo improntate all'ottimismo: anche le riforme strutturali dei Paesi in via di sviluppo hanno subito una pesante battuta d'arresto, tanto che Asia e Africa subsahariana sono destinate "con molta probabilità" a tornare ai piani pre-crisi. Al tempo stesso, le economie di nord Africa e il Medio oriente dovrebbero restare, in quanto a ridistribuzione della forza lavoro, "fra le meno dinamiche" al mondo. 

 

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