01/09/2009, 00.00
CINA
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In Cina a rischio i raccolti di cereali, la peggiore siccità degli ultimi anni

I dati ufficiali parlano di 12,73 milioni di ettari di colture assetate. Ma fonti ufficiose descrivono una situazione peggiore. Colpite soprattutto le regioni grandi produttrici di cereali. Il governo teme proteste sociali da parte dei poveri contadini che rischiano di perdere tutto.

Pechino (AsiaNews/Agenzie) – La Cina è in grossa difficoltà per la grave siccità che asseta 10 province e regioni, da nord a sud. Secondo l’Ufficio statale per il controllo delle acque e la lotta alla siccità,  manca l’acqua per le colture di 12,73 milioni di ettari, il 35% in più rispetto al 2008. Scarseggia l’acqua potabile per 6,93 milioni di persone e 5,62 milioni di capi di bestiame.

Il premier Wen Jiabao si è recato il 28 agosto per due giorni nella Mongolia interna, per richiamare i funzionari locali alla “estrema importanza” della lotta alla siccità.

Wen ha ammonito che “la siccità nella Cina settentrionale continua a peggiorare, mentre appaiono segni di scarsità d’acqua anche nel meridione” e ha ricordato che l’approvvigionamento idrico è la priorità, specie nelle zone agricole.

Il ministro dell’Agricoltura ha detto che la situazione nelle regioni grandi produttrici di cereali (Hunan, Liaoning, Heilongjiang, Shanxi e Jilin, che insieme forniscono il 30% del raccolto autunnale) è talmente grave che “è in pericolo” il raccolto autunnale dei cereali, che fornisce il 70% della produzione annuale. In queste 5 regioni fonti ufficiali dicono che la siccità ha colpito 8,33 ettari di coltivazioni e almeno 2,56 milioni hanno subito gravi danni. Ma le stime di fonti locali sono peggiori e nel Jilin dicono che la scarsità d’acqua ha colpito il 60% delle fattorie. Sempre gli uffici pubblici dicono che nel nord soffrono la siccità oltre 8,67 milioni di ettari di coltivazioni, soprattutto di soia. La situazione è tale che il governo preferisce non effettuare stime sui raccolti, come fa ogni anno, per timore di alimentare speculazioni e proteste sociali.

Anche se Wen ha assicurato che lo Stato ha sufficienti riserve di cereali per affrontare ogni emergenza, è diffuso il timore che la scarsità dei raccolti scateni proteste sociali, specie da parte dei contadini che rischiano di perdere l’unica fonte di sostentamento e di ridursi davvero a dover vivere delle elargizioni dello Stato. Anche perché il governo è solito imporre dall’alto i prezzi dei cereali, per evitare forti aumenti, ma in questo modo colpisce gli interessi dei coltivatori, specie se hanno dovuto affrontare grosse spese per reperire l’acqua. Wen ha suggerito ai governi locali di aiutare i contadini con sussidi, ma non ha indicato meglio.

Da decenni la siccità è una piaga ricorrente nel Paese. Le autorità hanno spesso presentato grandiosi progetti per portare l’acqua dove scarseggia, ma non sono stati ancora realizzati, pure per gli immensi problemi ambientali e idrogeologici che comportano. La situazione è peggiorata negli ultimi anni anche perché lo sviluppo industriale e urbanistico ha assorbito o inquinato importanti fonti idriche e il feroce disboscamento di alcune zone ne ha favorito la desertificazione.

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