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» 16/02/2006 12:06
CINA
In Cina l'inquinamento fa esplodere le proteste sociali

Secondo la Sepa, il diffuso inquinamento e i disasti ambientali innescano il malcontento e le proteste nelle campagne. Previsti controlli più severi, ma occorrono almeno 15 anni per migliorare la situazione.



Pechino (AsiaNews/Scmp) - In Cina l'aumento dell'inquinamento e il crescente numero di disastri ambientali sono causa del malcontento e delle migliaia di proteste nelle campagne. Lo avverte l'Amministrazione statale per la protezione ambientale (Sepa).

La Cina - ha detto Zhou Shengxian, direttore Sepa - affronta il peggior inquinamento della sua storia e questo innesca le proteste sociali. Il 14 febbraio il Consiglio di Stato ha annunciato maggiori controlli per l'inquinamento ma la Sepa stima che occorreranno almeno 15 anni per affrontare la situazione.

Lo sviluppo industriale è avvenuto senza considerare le conseguenze per l'ambiente e rimediare è lungo e costoso, talvolta si dovrebbero dismettere interi impianti. La scorsa settimana Pan Yue, vice direttore Sepa, ha indicato 11 fabbriche sulle rive dei fiumi e 10 progetti molto inquinanti o pericolosi e altri 127 impianti petrolchimici da esaminare, nei quali sono stati investiti 450 miliardi di yuan.

Già nel 2005 la Sepa ha affrontato il problema, ma senza ottenere sostanziali miglioramenti. Per esempio nel gennaio 2005 sono stati fermati 30 importanti progetti industriali perché privi dell'approvazione per il rispetto dell'ambiente. Ma dopo poco tempo sono ripresi.

"L'anno scorso - dice Mu Guangfeng, funzionario Sepa - ci siamo concentrati a eliminare le irregolarità formali, ma quest'anno vogliamo curare la valutazione, finora ignorata, dell'impatto ambientale dei progetti e incoraggiare il coinvolgimento pubblico".

Molti grandi impianti - osserva Mu - sono comunque pericolosi per l'ambiente, perché sorgono vicini a importanti corsi d'acqua o in aree molto popolose. I frequenti recenti incidenti, come l'esplosione a novembre nell'impianto petrolchimico di Jilin, con il versamento nel fiume Songhua di tonnellate di sostanze inquinanti, hanno dimostrato la grande pericolosità di questi impianti. Ma le autorità locali, specie quelle nelle zone costiere, sono - dice Mu - riluttanti a collaborare con la Sepa, per il timore che la protezione dell'ambiente possa far eliminare vantaggiosi progetti industriali. Secondo dati ufficiali, oltre il 70% di fiumi e laghi sono inquinati, 400 grandi città su 600 hanno scarsità d'acqua e 300 milioni di contadini bevono acqua inquinata.

Progetti pilota per l'ambiente saranno realizzati nello Xinjiang, nella Mongolia interna, nel Guangxi e nelle città di Dalian e Wuhan. (PB)


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