26 Maggio 2012 AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook         

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | | Newsletter




Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME


Voli Low Cost Roma
Voli Milano




mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato

invia ad un amico visualizza per la stampa


» 28/07/2009 13:11
PAKISTAN
Indù e Sikh sotto la minaccia dei Talebani e della Sharia
di Fareed Khan
Obbligati a pagare la "jizya", la tassa islamica di protezione, oppure devono lasciare la zona. Proibito alle donne di uscire da sole; obbligo del burqa anche per le anziane. I maschi devono far crescere la barba e devono indossare un cappello. Già centinaia di famiglie sikh e indù sono emigrate.

Islamabad (AsiaNews) – I talebani della North West Frontier Province (Nwfp) stanno minacciando indù e sikh dando loro un ultimatum: o lasciare la regione o pagare la jizya, la tassa di protezione islamica verso le minoranze religiose. Molte famiglie indù e sikh sono costrette ad abbandonare la provincia rifugiandosi a Peshawar e in altre zone vicine.

Quelle contro sikh e indù sono solo le ultime di una serie di minacce rivolte ai gruppi religiosi minoritari della Nwfp, fra cui molti cristiani, costretti a pagare la jizya e a vivere sotto la Sharia.

“Viviamo nella paura” ha detto una personalità sikh a un giornalista del Daily Times, uno dei maggiori quotidiani del Paese. “Abbiamo paura dei talebani, della Laskhar-e–Islam e di tutti gli altri gruppi armati”.

Circa 400 famiglie sikh e 57 famiglie indù hanno già lasciato le città di Bara e di Tirah, dove commerciavano in tessuti, vestiti, drogherie e medicina tradizionale.

La personalità sikh, di nome Singh, continua: “Alcuni gruppi di militanti hanno minacciato le minoranze a Orakzai e a Khyber: o si convertono o è meglio che lascino la regione. Di fatto stanno attuando un governo parallelo. Indù e sikh non ci sentiamo sicuri né a Orakzai, né a Bara, né a Tirah. Abbiamo preferito migrare, almeno qui possiamo respirare un po’ di pace e sentirci sicuri”.

Nella regione di Orakzai i talebani esigono la tassa sugli adulti maschi dei sikh, occupando i loro negozi e le case. Da due mesi la tassa è stata diffusa anche nella zona del Khyber, la regione tribale che rappresenta il collegamento naturale con l’Afghanistan. Qui il gruppo Lashkar-e-Islam, guidato da Manghal Bagh, ha annunciato che indù e sikh potranno vivere nell’area solo se pagano la jizya. Ma le minacce continuano a crescere e per questo centinaia di famiglie di queste minoranze religiose  sono fuggite nelle zone vicine, soprattutto a Peshawar.

La Lashkar-e-Islam agisce in modo simile ai Talebani, come una specie di polizia religiosa, obbligando alla preghiera cinque volte al giorno e punendo con la violenza persone accusate di prostituzione o altri vizi.

A nessuna donna, musulmana o non, è permesso di uscire da sola, senza la compagnia di un parente maschio. Tutte le donne, perfino le anziane devono indossare il burqa. Per gli uomini è divenuto obbligatorio farsi crescere la barca e indossare un cappello. Chi rifiuta viene picchiato o è costretto a pagare una multa da 200 a 500 rupie.

La legge della Sharia è stata imposta a buona parte della popolazione della Nwfp (nella divisione di Malacan) per un accordo fra i talebani e il governo regionale, sostenuto anche dal governo centrale. Islamabad ha poi rotto l’accordo, lanciando un’offensiva contro i talebani, ma il governo regionale rimane ancora del parere di imporre la Sharia a tutta la popolazione.

La Chiesa cattolica si è espressa già molte volte contro l’obbligo di far seguire la Sharia  a gruppi non  musulmani, essendo questa una violenza contro i gruppi minoritari, la cui libertà è difesa dalla costituzione del Paese.


invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
24/01/2007 PAKISTAN
Alta Corte di Peshawar: sì alla costruzione di una chiesa all'università
di Qaiser Felix
29/07/2009 PAKISTAN
La Sharia resta la legge di riferimento nei distretti della North-West Frontier
di Fareed Khan
05/06/2009 PAKISTAN
Leader cattolici pakistani contro i talebani: no all’imposizione della jizya
di Qaiser Felix
04/06/2009 PAKISTAN
Cristiani, indù e sikh costretti a pagare i talebani per essere “protetti”
02/01/2010 PAKISTAN
Pakistan, sale a 105 il bilancio dei morti per l’attacco suicida alla partita di pallavolo

In evidenza
CINA - VATICANO
Sheshan, migliaia di pellegrini per la Giornata di preghiera voluta dal papa
di Jian MeiP. Taddeo Ma Daqin, vicario generale della diocesi di Shanghai, ha presieduto la messa con 40 sacerdoti. Fedeli di altre diocesi ostacolati dalla pesante sorveglianza di poliziotti in borghese. In Hebei arrestati un sacerdote e un seminarista della Chiesa clandestina. È morto mons. Paolo Li Yi, vescovo di Luan (Changzhi, Shanxi).
VATICANO - CINA
"Porta Fidei": la Lettera apostolica del Papa per l'Anno della fede ora anche in cineseUno strumento per rinnovare "la gioia" e "l'entusiasmo dell'incontro con Cristo", a pochi giorni dalla Giornata mondiale di preghiera per la Chiesa in Cina (24 maggio). La Giornata e la "Porta Fidei" sottolineano l'importanza di comprendere la fede e di testimoniarla in pubblico, in unità col papa.
VATICANO
Papa: i cattolici cinesi siano fedeli alla Chiesa e vivano con coerenza la loro fedeAl Regina Caeli Benedetto XVI dice che con l'Ascensione Gesù "non si è allontanato da noi". Un ricordo per le vittime dell'attentato alla scuola di Brindisi e del terremoto in Emilia. Un incoraggiamento per il Movimento per la vita.

Dossier

by Gheddo P. Fazzini G.
pp. 336
by Buono Giuseppe, Pelosi Patrizia
pp. 432
by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
by Lazzarotto Angelo S.
pp. 528
by Bernardo Cervellera
pp. 240
Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate