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» 11/10/2009 21:40
INDIA
Indù e cristiani per la pace in Orissa
di Nirmala Carvalho
In uno dei teatri delle maggiori violenze (Kandhamal), un gruppo misto, che comprende anche musulmani, insegna la convivenza. Le violenze minano anche lo sviluppo economico. Il vescovo di Guwahati invita i sacerdoti a riprendere i rapporti con i vicini. Radicali indù minacciano suore in ospedale.

Phulbani (AsiaNews) – Giovani indù e cristiani, di differenti caste e gruppi etnici si sono radunati per alcuni giorni a Phulbani (Orissa) per “dare una nuova possibilità alla pace”. Per tre giorni essi hanno vissuto insieme partecipando a un seminario dal titolo “Celebrare la diversità”, voluto e strutturato da un gruppo ecumenico capeggiato da mons. Thomas Menamparampil, arcivescovo di Guwahati (Assam).
 
Il luogo del raduno è segnato da molte violenze di radicali indù contro i cristiani, scoppiate nell’agosto 2008. Phulbani, nel distretto di Kandhamal, ha visto case e parrocchie bruciate, gente uccisa, profughi cacciati.
 
Visitando Kandhamal nei mesi scorsi insieme ad altri responsabili cristiani, il vescovo di Guwahati ha proposto alle autorità del distretto di condurre un seminario residenziale per la riconciliazione e la pace.
Fra gli organizzatori vi sono p. V.M. Thomas del Don Bosco Youth Services di Guwahati e Sr Suma, superiora regionale delle Missionarie della Carità. Agli incontri, tenutisi dal 7 al 9 ottobre, hanno partecipato oltre 160 giovani,   come pure i capi governativi del distretto e 60 rappresentanti del governo locale.
 
Il gruppo che ha tenuto le lezioni e le testimonianze, aiutando i giovani a interagire insieme, è un gruppo misto, con cristiani, musulmani e indù. Le lezioni sottolineano l’importanza dell’accogliersi, del perdono e del vedere la diversità come un arricchimento reciproco. A un altro livello si fa notare che senza la pace e la convivenza si minano pure le basi dello sviluppo e del benessere per tutti. In tal modo la violenza ricade su coloro che l’hanno compiuta. A tutt’oggi l’Orissa soffre a causa dei pogrom causati dagli estremisti. Molte strutture educative e sanitarie sono distrutte; progetti di sviluppo sono bloccati; il commercio stenta a riprendere.
 
Le autorità del distretto felici del successo, hanno deciso di ripetere il seminario anche in altre località del Kandhamal.
 
Nei giorni del seminario, mons. Menamparampil ha incontrato i sacerdoti e i religiosi della zona per esortarli a ricostruire rapporti con i vicini. “L’ira deve spegnersi e devono crescere l’amore e il rispetto”, ha detto.
 
Nel Kandhamal e in Orissa la situazione tarda a tornare alla normalità dopo le violenze dei mesi scorsi. Ieri 10 giovani – forse degli estremisti indù – sono entrati al St Mary’s Hospital di Jharsuguda, gridando e minacciando le suore che tengono l’ospedale. La polizia, avvertita, ha preso in custodia i giovani.

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