08/09/2006, 00.00
INDIA
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India, fatwa contro la canzone nazionale che celebra la madreterra

di Prakash Dubey

Gli imam del Paese hanno proibito ai musulmani di cantare la canzone Vande Mataram, che definisce l'India "una dea da adorare", perché questo offende "Allah, unico dio".

Ranchi (AsiaNews) – E' trascorso senza scontri interreligiosi il 7 settembre, data in cui in India si canta la canzone sanscrita 'Vande Mataram'  [Adoro la mia madre terra ndr], nonostante gli avvertimenti di possibili tensioni fra i nazionalisti indù e la minoranza musulmana. Da registrare, tuttavia, le numerose fatwe emanate dagli imam del Paese contro il testo e le proteste che ne sono seguite.

Il governo ha decretato, alcuni giorni prima della celebrazione, l'obbligo di cantare la canzone in tutte le scuole dell'Unione: il testo ha chiari riferimenti al pantheon indù e definisce l'India "una dea da adorare". Per questo motivo, i religiosi islamici si sono pronunciati con durezza contro la decisione ed hanno proibito ai loro fedeli di commettere "un tale sacrilegio contro Allah, l'unico dio".

Immediata la reazione dei gruppi nazionalisti, che hanno accusato i musulmani di essere 'anti-nazionalisti', preoccupando le autorità governative che temevano scontri. Situazione particolarmente tesa nel Jharkhand, Stato centro orientale dell'India, retto da un partito di ispirazione nazionalista, ma con un'alta percentuale di musulmani e cristiani.

Da parte loro, le chiese cristiane dello Stato si sono tenute fuori dalla disputa. Il p. Cyprian Kullu, che lavora nei media statali, dice ad AsiaNews che "la canzone è parte della nostra storia e fa parte delle nostre festività: la religione non dovrebbe essere trascinata in questioni del genere".

"La 'Vande Mataram' – sottolinea il sacerdote – è semplicemente una canzone nazionale che non ha connotazioni che violano il credo di alcuna religione. Però ognuno ha una diversa percezione delle cose e tende ad interpretare ogni evento culturale o sociale nei termini della religione in cui crede: questo però può condurre ad una lesione della coesistenza e dell'armonia sociale".

"E' ironico – aggiunge – che gli imam abbiano emanato delle fatwe che definiscono la canzone una dissacrazione. E' però allo stesso modo ironico che alcune organizzazioni indù definiscano anti-nazionale chi non vuole cantare. Sono cose frivole. L'India è un Paese democratico e la democrazia protegge le libertà individuali".

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