11/06/2015, 00.00
INDIA
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India, minacce di morte al card. Toppo: “Non ho paura, la mia missione va avanti”

di Nirmala Carvalho
Una lettera intimidatoria accusa il card. Telesphore Toppo, vescovo di Ranchi, di essersi arricchito “diffondendo la religione”, e gli chiede 50 milioni di rupie. Gli autori forse una frangia scissionista del partito comunista-maoista. La polizia rafforza le misure di sicurezza. Il cardinale ad AsiaNews: “Accuse false, infondate e costruite”.

Mumbai (AsiaNews) – “Non ho paura. La polizia si sta occupando del caso e noi continuiamo a servire in modo disinteressato e intenso la popolazione, soprattutto i poveri, gli emarginati, i tribali e i dalit”. Attraverso AsiaNews, il card. Telesphore Toppo, arcivescovo di Ranchi, risponde così alle minacce di morte ricevute nei giorni scorsi. L’arcivescovado ha ricevuto una lettera intimidatoria l’8 giugno scorso e subito ha sporto denuncia alla polizia locale, che dal 9 ha rafforzato le misure di sicurezza.

La missiva sembra opera del People’s Liberation Front of India (Plfi), fazione scissionista del Communist Party of India (Cpi maoista). In essa si chiedono 50 milioni di rupie (circa 691.844 euro) entro 15 giorni. Se il cardinale non consegnerà il denaro, verrà ucciso: “Hai fatto i soldi [moolah] diffondendo la religione, ed è per questo che dovresti dare un taglio all’organizzazione. La polizia non può farci alcun danno. La polizia non ha la capacità di arrestare i nostri uomini. Se non paghi, sarai ucciso”.

La lettera è firmata da Raj Kujur, sedicente comandante Plfi della regione bengalese del Jharkhand. La polizia distrettuale sta indagando per scoprire se la lettera, partita dal villaggio di Kuchhu (Ormanjhi block), sia autentica.

Il card. Toppo, che è di origine tribale, spiega ad AsiaNews: “La lettera, in lingua hindi, è arrivata quando ero fuori dal Paese. C’è un’intrinseca contraddizione: la Chiesa è spesso accusata di evangelizzare in modo fraudolento, con soldi o altri mezzi; invece questa lettera sostiene che noi ci siamo arricchiti diffondendo la religione. Entrambe le accuse sono infondate, false e costruite. La conversione al cristianesimo è un atto di libera volontà, di libera scelta, ed è garantita dalla Costituzione indiana”.

“Il cardinale – ha dichiarato il sovrintendente di polizia Jaya Roy – è un leader importante della comunità cristiana. Abbiamo fornito adeguata sicurezza alla sua casa, e faremo lo stesso durante i suoi spostamenti”.

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