20 Novembre 2017
AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook
Aree geografiche




  • > Africa
  • > Asia Centrale
  • > Asia del Nord
  • > Asia del Sud
  • > Asia Nord-Ovest
  • > Asia Sud-Est
  • > Europa
  • > Medio Oriente
  • > Nord America
  • > Sud America
  • > Asia dell'Est


  • » 25/08/2005, 00.00

    INDIA

    India, nuovo rinvio della Corte Suprema sui diritti dei dalit cristiani

    Nirmala Carvalho

    L'arcivescovo di Delhi critica la decisione e accusa le leggi discriminanti.

    Mumbai (AsiaNews) – La Corte Suprema dell'India è stata costretta martedì 23 agosto a rimandare la discussione riguardo l'estensione dei pieni diritti civili ai dalit [fuori casta] cristiani. Il rinvio è stato necessario perché il Procuratore generale del governo, Milon Bannerjee, ha chiesto più tempo per studiare la questione.

    "Oltre 18 milioni di dalit cristiani in India – dice un comunicato stampa rilasciato dai gruppi cristiani che portano avanti il caso come parte civile – sono rimasti sorpresi dall'annuncio, considerando che la loro domanda è quella di ottenere gli stessi diritti legali concessi ai loro confratelli dalit di religione indù, sikh o buddista". La Corte ha poi fissato la prossima audizione sul caso per il 18 ottobre, dopo che il Procuratore generale ha assicurato la creazione di una Commissione apposita per lavorare sulla questione.

    Un decreto presidenziale del 1950 stabilisce  per i dalit indù, sikh e buddisti quote riservate nell'istruzione e nella pubblica amministrazione. Tali prerogative non sono previste per i fuori casta cristiani e musulmani – che non praticano il sistema delle caste - e vengono tolte a coloro i quali abbracciano il cristianesimo o l'islam. A febbraio scorso la Corte suprema aveva avocato a sé la decisione sulle richieste dei dalit cristiani respingendo la richiesta del governo, che voleva trattarlo come problema legislativo. Il governo si è allora costituito "pubblico accusatore" ed ha delegato al Procuratore generale di Mumbai il compito di rappresentarlo nel procedimento.

    Dopo il rinvio i leader cristiani che seguono il processo hanno presentato una petizione al governo con la quale chiedono "l'urgente inserimento di una discussione sulla loro situazione" nell'ordine del giorno del Congresso. Fra i firmatari vi è Franklin Caesar, dei dalit cristiani del Tamil Nadu, il Forum nazionale per i diritti dei dalit cristiani, l'All India Catholic Union, l'All India Christian Council, la Voce dei dalit ed altre organizzazioni sparse per la nazione.

    In un'intervista ad AsiaNews l'arcivescovo di Delhi, mons. Conçessao – che ha chiesto di persona al primo ministro Manmohan Singh di intervenire sulla questione – dice: "Siamo molto delusi dal fatto che la seduta sia stata aggiornata e possiamo solo chiedere al governo di trattare il caso con un senso di urgenza". "Giustizia ritardata – dice - significa giustizia negata e questi dalit hanno subito ingiustizie per troppo tempo. Avevamo indetto una settimana di digiuno e preghiera ed avevamo chiesto a tutte le confessioni cristiane di pregare insieme per un verdetto favorevole. Poi il governo decide di creare una Commissione per individuare le comunità di dalit cristiani e la Corte Suprema aggiorna la seduta..".

    "L'Ordinanza del 1950 – spiega – inserita nel contesto odierno è sbagliata perchè viola il diritto all'uguaglianza garantito dall'articolo 14 della Costituzione: le persone che si convertono al cristianesimo vengono private dei benefici che invece sono garantiti a quelle persone che si convertono ad altre religioni. Questo è chiaramente discriminatorio per i cristiani".

    John Dayal, presidente dell'All India Catholic Union e segretario generale dell'All India Christian Council dice ad AsiaNews: "E' solamente un rinvio. Nonostante noi stessimo pregando e sperando per una conclusione positiva alle nostre giuste e da lungo tempo presentate richieste per i dalit cristiani, ora in qualche modo la abbiamo perché il governo terrà un'inchiesta con la quale indagherà sulla questione. Da parte nostra creeremo un 'pensatoio' per incoraggiare la giusta causa dei dalit, che hanno sofferto anni ed anni di discriminazioni".

    La Conferenza episcopale indiana (Cbci) ha invitato i membri del Parlamento ad aiutare la Chiesa sulle questioni di maggior importanza ed ha invitato i fedeli ad offrire preghiere e petizioni al governo chiedendo giustizia per i dalit del Paese.

    invia ad un amico Visualizza per la stampa










    Vedi anche

    24/09/2005 INDIA
    Tamil Nadu, minoranze al governo: riservare il 7% dei posti nell'istruzione e amministrazione
    Mons. Fernando, arcivescovo di Madurai: l'emarginazione dei dalit cristiani e musulmani è una questione di giustizia sociale e di libertà religiosa.

    14/02/2005 india
    India, speranze per i diritti dei dalit cristiani
    La Corte Suprema apre al riconoscimento giuridico dei fuori casta diventati cristiani, finora emarginati e rigettati dalla società indiana.

    15/09/2006 INDIA
    Nel Rajasthan i Dalit sono discriminati anche nei soccorsi per l'inondazione

    Cacciati dai campi profughi e discriminati negli aiuti. Uno studio indica che è rapita una donna Dalit ogni 60 ore e ucciso un uomo ogni 9 giorni.



    01/09/2005 INDIA
    India, torna dopo 13 anni il Consiglio Nazionale dell'Integrazione

    Alla presenza di Manmohan Singh e Sonia Gandhi l'arcivescovo di New Delhi difende con forza la causa dei dalit cristiani. I valori del Vangelo e l'estremismo del Gujarat.



    16/03/2006 India
    India, "riconvertiti" all'induismo 500 tribali cristiani

    "Non sono cattolici – dice ad AsiaNews mons. Lewis, vescovo di Jaipur – ma poveri tribali pentecostali: dipendono completamente dal resto della popolazione e, per non morire di fame, sono costretti a dirsi indù".





    In evidenza

    HONG KONG - CINA - VATICANO
    Messa per un sacerdote sotterraneo defunto. Il card. Zen chiede a Dio la grazia di salvare la Chiesa in Cina e la Santa Sede ‘dal precipizio’

    Li Yuan

    P. Wei Heping, 41 anni, è morto in circostanze misteriose, buttato in un fiume a Taiyuan (Shanxi). Per la polizia egli si è suicidato. Ai familiari non è stato permesso nemmeno di vedere il rapporto dell’autopsia. Per il card. Zen la Santa Sede (che “non è necessariamente il papa”) cerca un compromesso a tutti i costi col governo cinese, rischiando di “svendere la Chiesa fedele”. Giustizia e pace pubblica un libretto su p. Wei, per non dimenticare.


    VATICANO - ITALIA - USA
    Papa: non più la guerra, che ha per frutto la morte, 'la distruzione di noi stessi'



    Francesco nel giorno della Commemorazione dei defunti ha celebrato messa al Cimitero americano di Nettuno. “Quando tante volte nella storia gli uomini pensano di fare una guerra, sono convinti di portare un mondo nuovo, sono convinti di fare una ‘primavera’. E finisce in un inverno, brutto, crudele, con il regno del terrore e la morte”.


    AsiaNews E' ANCHE UN MENSILE!

    L’abbonamento al mensile di AsiaNews non costa nulla: viene dato gratis a chiunque ne faccia richiesta.
     

    ABBONATEVI

    News feed

    Canale RSScanale RSS 

    Add to Google









     

    IRAN 2016 Banner

    2003 © All rights reserved - AsiaNews C.F. e P.Iva: 00889190153 - GLACOM®