19/03/2007, 00.00
INDIA
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Indù convertito diventerà presto sacerdote

di Nirmala Carvalho
Stephen Maria non ha mai frequentato scuole cattoliche. A spingerlo a voler conoscere Gesù, le parole di perdono che un suo amico cristiano pronunciò dopo essere stato derubato. L’arcivescovo che sabato lo ordinerà dice: "L’amore di Gesù non è solo per i cristiani".

Mumbai (AsiaNews) – Nato in una famiglia induista e cresciuto frequentando scuole induiste, Stephen Maria ha scoperto il cristianesimo grazie al perdono di un coetaneo ad un ragazzo che gli aveva sottratto del denaro. Il 24 marzo sarà ordinato sacerdote nell’arcidiocesi di Mumbai.

"Secondo di sei fratelli - Stephen Maria racconta ad AsiaNews - sono nato con il nome di Annamalai K il 25 agosto del 1966 nel villaggio di Amaiyagaram, nel distretto Villuparum, Pondicherry, territorio dell’unione nel sudest dell’India da genitori ferventi induisti. Ho studiato in dialetto Tamil nelle scuole del governo e mi sono laureato al college. Tutti i miei compagni delle scuole erano indù."

L’incontro che gli ha cambiato la vita è avvenuto quando aveva 14 anni e grazie all'amicizia a scuola con un bambino cristiano, povero, Daniel Jayraj. I genitori di Daniel gli avevano dato 300 rupie per pagare le tasse degli esami e lui prestò questo denaro a un compagno di classe che promise di restituirglelo il giorno successivo. Il ragazzo, però, si rifiutò di ridare il denaro e questo addoloràò Daniel: per la sua povera famiglia 300 rupie erano una bella cifra.

Annamalai K disse a Daniel: "Lo prenderò a botte e ti restituirò il tuo denaro", ma, racconta, "fui sorpreso quando Daniel mi rispose: "Gesù lo ama e lo perdona. Lascia andare il denaro". Più tardi Stephen andò a visitare la povera casa di Daniel e anche i suoi genitori ripeterono la stessa cosa: "Gesù perdona e ama il ragazzo, quindi anche noi lo perdoniamo".

"Io non capivo questo amore di Gesù che rendeva questa famiglia capace di perdonare chi li aveva derubati. Questo episodio mi ha segnato per sempre: nacque in me il desiderio di scoprire di più su Gesù".

"Nel 1990 - prosegue il racconto - dopo aver concluso i miei studi al college, sono venuto a Mumbai per cercare un impiego. Ho trovato un lavoro a Malad (W), Mumbai e poiché la chiesa di Nostra Signora di Lourdes non è molto distante ho iniziato a frequentarla nel tempo libero. Sedevo in Chiesa per ore aspettando di imparare qualcosa su Gesù – 'Aiutami a conoscere Gesù' questa è stata la mia prima preghiera".

"La provvidenza volle che la chiesa fosse frequentata da gente Tamil e dopo un po’ di tempo ho incontrato padre Lourdswamy, il cappellano Tamil e gli ho espresso il desiderio di voler imparare di più sulla fede cristiana. Mi sono unito al coro Tamil e ho iniziato a frequentare le lezioni RCIA. In quel periodo di preparazione scrissi ai miei genitori raccontando il mio desiderio di diventare un cristiano e loro si arrabbiarono, divennero molti ostili e per due anni non mi parlarono. Questo comportamento mi provocò molta sofferenza, ma trovai conforto nelle preghiere a Maria. Pregavo anche per la mia famiglia affinché potesse capire cosa stavo facendo e il profondo senso di intima realizzazione, felicità e quiete che stavo provando per la prima volta nella mia vita".

"Nel 1992 sono stato battezzato come Stephen Maria, fui felicissimo; è stato uno dei giorni più belli della mia vita. Per la mia famiglia è stato difficile accettare la mia decisione. Quando i miei genitori ricevettero la notizia della mia conversione al cristianesimo dissero 'per noi sei morto' e per quattro anni non mi hanno parlato, ero l’unico cristiano nell’intero villaggio. Nel 1996 sono entrato nel seminario dell’arcidiocesi di Bombay e l’ostilità della mia famiglia è diventata sempre più forte. Durante tutto questo tempo di dolore e separazione ho sentito la presenza di Nostro Signore Gesù molto vicina. Avvertivo la Sua amicizia e la guida del Suo Spirito. Pregavo per riconciliarmi con i miei genitori; immaginavo che non avrei più rincontratola mia famiglia. Quando visitai la mia cittadina i miei genitori non vennero a darmi il benvenuto e, sebbene mi fu permesso di stare in casa, nessuno mi rivolgeva la parola. Questo ritorno a casa rappresentò una sfida enorme, non potevo avere una croce o un'immagine di Maria: fu un periodo difficile per me. Andavo nei campi e tiravo fuori un crocifisso (che porto sempre con me) per pregare con ardore per la grazia e la forza. Non capendomi mio padre mi seguiva e mi osservava da lontano, dopo pochi giorni ci incontrammo nei campi e mi disse che andava bene… Dio è conosciuto con nomi diversi. Nel tempo anche mia madre e gli abitanti del villaggio accettarono la mia decisione. Questo fu un momento fantastico per me. Dopo questo episodio sono tornato nella mia cittadina durante le vacanze in seminario. Ora nel villaggio sono conosciuto come "Swami" (nome dato a un indù consacrato). Ho la sensazione che la mia famiglia mi abbia riscoperto sotto un altro aspetto. Il nostro amore è diventato più intenso e io sono così felice. La mia famiglia ha partecipato al mio diaconato e verrà per la mia ordinazione".

"Sono sempre stato ispirato dalle parole di Geremia (1, 9 – 10): 'Ecco, ti metto le mie parole sulla bocca. Ecco, oggi ti costituisco sopra i popoli e sopra i regni per sradicare e demolire, per distruggere e abbattere, per edificare e piantare'. Sento il Signore che mi chiama per diffondere i valori del Suo Regno, mi ha benedetto con il talento e il carisma. In particolare, mi piacerebbe dare potere agli emarginati e motivare i bambini e i giovani a tirar fuori il loro potenziale.Dio è certamente pieno di sorprese e io sono sicuro che il meglio deve ancora venire!".

Sabato Stephen Maria sarà ordinato dall’arcivescovo Oswald di Bombay che ha parlato dell'ordinazione ad AsiaNews:

"Molte persone sono state toccate dall’amore di Cristo; l’amore di Gesù non è solo per i cristiani. Esistono anche altre esperienze di questo amore nelle vite delle persone. Noi non dobbiamo fare proselitismo, ma annunciamo Gesù. Fratello Stephen non ha studiato in scuole e college cristiani, il suo primo incontro e la sua prima esperienza sono stati l’amore di Cristo e il Suo perdono. Le persone ascoltano Gesù e vedono il Suo amore nelle loro vite. Vera gioia e felicità è sapere che Dio ti ama. Questa è la testimonianza, la gente attraverso la propria vita rivela chi è Gesù e qual è il Suo insegnamento. La presenza di Gesù, il Suo amore, la Sua compassione dovrebbe cogliersi nel nostro personale comportamento. Gesù sulla croce è 'il perdono' e lo spirito del perdono di cui il fratello Stephen è stato testimone, durante la sua giovinezza, lo ha fatto imbarcare in questo viaggio per trovare l’origine di questo perdono".

Riferendosi all'episodio in cui fratello Stephen racconta di quando andava nei campi a pregare con il crocifisso, mons. Oswald ha detto: "Il crocifisso è l’origine da cui noi possiamo attingere la grazia dello Spirito, costruire e guarire. La più grande manifestazione dell’amore di Dio è rintracciabile nella croce. In Lui è l’origine di questo Spirito d’amore e di perdono che ci aiuta a curare le ferite, dimenticare i rancori. E’ rivolgendoci a Gesù morto sulla croce che possiamo comprendere l’amore di Dio. E’ anche testimonianza dell’impatto che il perdono ha sulla gente, lo Spirito del perdono, è un esempio concreto dell’amore di Gesù che può trasformare il cuore dell’umanità e costruire una civiltà dell’amore nel mondo".unaQQ

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