12/02/2007, 00.00
INDONESIA - COREA DEL SUD

Influenza aviaria: nuovi morti in Indonesia e altri contagi in Corea

Morti una ragazza e un bambino, portati in ospedale troppo tardi. In Corea del Sud abbattuti altri 300mila polli, ma la rigida quarantena non ferma il virus, portato dagli uccelli migratori. Contagi in Asia da Hong Kong alla Turchia.

Jakarta (AsiaNews) – Due nuove morti per influenza aviaria in Indonesia. Intanto il contagio si estende in Corea del Sud nonostante i decisi interventi del governo.

Il dott. Yudi Prayudha ha confermato ieri la morte di una giovane di 20 anni nell’ospedale Slamet della reggenza di Garut, a circa 80 km. dalla capitale Badung nella provincia di Java occidentale. Il medico ha spiegato che la donna era stata ricoverata alcuni giorni prima in condizioni critiche, dopo che “già da una settimana soffriva di polmonite, febbre alta e tosse”. Il funzionario sanitario Nan M. Adnan definisce “priva di fondamento” l’ipotesi che la donna abbia preso il virus da altri esseri umani, mentre è stato confermato il contatto con polli malati. Poche ore dopo nell’ospedale Slamet è deceduto anche un bambino di 9 anni. Nell’ultimo mese sono state ivi ricoverate tre persone: un altro paziente, Dase Suhendar di 30 anni, è stato dimesso la scorsa settimana.

I. Nyoman Kandun, direttore generale per la malattie infettive del ministero della Sanità, ha commentato che “le amministrazioni provinciali debbono imitare Jakarta nello sforzo di tenere i polli lontani dalle persone”. Jakarta ha proibito i pollai domestici, ma è difficile farlo nel Paese. La popolazione ne trae un’importante fonte di cibo e di reddito e ha una passione per i galli da combattimento che alleva presso la propria abitazione.

Corea del Sud. Il 10 febbraio il governo provinciale di Kyonggi ha confermato “la morte di polli presso un allevamento ad Ansong per il virus H5N1” e ha annunciato che saranno abbattuti circa 300 mila polli entro un raggio di 3 km. dal contagio. Sono stati anche abbattuti 7mila tra maiali e capi di bestiame vario entro un raggio di 500 metri e distrutte circa 30mila uova già inviate dalla fattoria a Seoul. Proibito il commercio verso altre regioni per uccelli e uova allevati nelle fattorie site tra i 3 e i 10 km. dal contagio. La fattoria si trova a circa 24 km. dall’allevamento di Chonan, provincia di Chungchong meridionale, dove c’è stato un contagio il 20 gennaio, e a 60 km. da quello di Asan dove il virus si è manifestato a dicembre. Si pensa che il virus sia stato trasmesso dagli uccelli migratori che vivono lungo il vicino fiume Ansong. Ma il 9 febbraio David Nabarro, coordinatore delle Nazioni Unite per l’aviaria, ha espresso il sospetto che questi contagi siano dovuti “al commercio di uccelli vivi, piuttosto che ai movimenti degli uccelli migratori”.

E’ il 6° contagio nel Paese da novembre, quando scoppiò un focolaio infettivo a Iksan, nella provincia di Cholla settentrionale. La provincia di Kyonggi ha già sofferto per il contagio nel dicembre 2003 e nel marzo 2004, ma da allora ne era rimasta immune.

Pakistan. Confermato il 10 febbraio un altro contagio tra i polli della capitale Islamabad.

Hong Kong. Hanno il virus due uccelli trovati morti nel distretto di Mongkok. Sotto osservazione il locale giardino degli uccelli, ma non c’è “nulla di anormale”.

Turchia. La scorsa settimana sono stati confermati un nuovo contagio nella povera provincia di Batman e il ricovero di un quarto bambino con sintomi sospetti. (MH-TKH)

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