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» 15/11/2005 13:10
ARABIA SAUDITA
Insegnante saudita accusato di "deridere" l'islam

L'uomo, condannato a 40 mesi e 750 frustate, aveva discusso in classe di Bibbia, parlato bene degli ebrei e condannato il fondamentalismo. Estremisti islamici avrebbero usato gli studenti, che non avevano passato un esame, per colpire il professore "moderato".



Ryadh (AsiaNews/Agenzie) – Un tribunale in Arabia Saudita ha condannato un insegnante a 40 mesi di detenzione e a 750 frustate in 15 settimane, per aver "deriso l'islam". Il maestro, denunciato da colleghi e studenti un anno e mezzo fa, aveva discusso in classe della Bibbia e parlato bene degli ebrei. La vittima avverte, però, che la denuncia a suo carico è stata montata da colleghi fondamentalisti, contrari alle sue posizioni moderate.

La sentenza, emessa il 12 novembre scorso, è stata diffusa il giorno dopo da un quotidiano saudita. Al-Madina, questo il nome del giornale, riporta che la colpa del professore di chimica Mohammad Al-Harbi, è quella di aver promosso "una dubbia ideologia, deridendo la religione, e dichiarando che gli ebrei sono nel giusto". Secondo l'accusa egli avrebbe anche "discusso del Vangelo e impedito agli alunni di lasciare la classe per l'abluzione prima della preghiera". All'epoca l'uomo insegnava nella scuola superiore Al-Fwailiq, nella cittadina di Ein Al-Juwa.

Intervistato dalla stampa araba Al-Harbi ha definito "crudele" la sentenza. Egli ha spiegato che gli studenti, che lo hanno denunciato erano arrabbiati perché non avevano passato l'esame mensile di chimica. "Mi avevano chiesto di poterlo ripetere e io ho rifiutato". Secondo il professore l'iniziativa legale degli studenti è stata manovrata da alcuni insegnanti di studi islamici. Questi non vedevano di buon occhio l'impegno di Al-Harbi, il quale si era più volte espresso contro il terrorismo e il fondamentalismo cercando di sensibilizzare i giovani nella scuola.

Abdul Rahman Al-Lahem, avvocato dell'insegnante, sostiene che il verdetto è "illegale": ogni caso che riguarda "un sacrilegio deve essere ascoltato in uno speciale tribunale religioso e non in uno regolare". "Inoltre la difesa non ha avuto il diritto di sentire nessun testimone – conclude – faremo appello come previsto entro 10 giorni".

Il ministero dell'Educazione ha sollevato Al-Harbi dall'insegnamento, trasferendolo all'Ufficio per l'istruzione del governatorato di Ein Al-Juwa. Quando l'uomo ha chiesto spiegazioni sul provvedimento del ministero nessuno ha saputo fornirgli una risposta chiara.

In Arabia Saudita è proibita la libertà di espressione a tutte le religioni, meno che all'Islam wahhabita. Ogni manifestazione pubblica (avere Bibbie o portare un crocifisso) è vietata. Secondo l'ultimo Rapporto annuale sulla libertà religiosa nel mondo, compilato dal Dipartimento di Stato Usa, in Arabia Saudita "non esiste libertà religiosa". È il secondo anno consecutivo che il Paese rientra nella lista delle nazioni  "oggetto di preoccupazione particolare" (CPC) per Washington; la sigla classifica le realtà in cui la grave violazione della libertà religiosa è passibile di sanzioni.

Lo stesso dossier del Dipartimento di Stato Usa nel 2003 denunciava l'uso in Arabia Saudita  di un "linguaggio discriminatorio e offensivo", contro ebrei, cristiani e musulmani non wahhabiti nei libri di testo delle scuole statali, durante le preghiere del venerdì in moschea e sulla stampa controllata dal governo.

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