23 Ottobre 2017
AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook
Aree geografiche




  • > Africa
  • > Asia Centrale
  • > Asia del Nord
  • > Asia del Sud
  • > Asia Nord-Ovest
  • > Asia Sud-Est
  • > Europa
  • > Medio Oriente
  • > Nord America
  • > Sud America
  • > Asia dell'Est


  • » 07/05/2009, 00.00

    IRAN

    Iran: il boia torna a colpire, 15 esecuzioni in una settimana



    Nel carcere di Evin impiccata una donna colpevole di omicidio e tre uomini. Sabato scorso a Taybad giustiziati sei trafficanti di droga. Teheran: la pena di morte “mezzo efficace” per garantire la sicurezza.
    Teheran (AsiaNews/Agenzie) – Quindici impiccagioni in meno di una settimana: la “giustizia” in Iran torna a colpire e non risparmia nemmeno persone che, al tempo del reato, erano minorenni. Ieri le autorità carcerarie di Evin – la famigerata prigione per detenuti politici a Teheran – hanno eseguito la condanna a morte di Zeinab Nazarzadeh (una donna di 28 anni), Hamid, Safarali Nasiri (30 anni) e Hasanali.
     
    La notte precedente l’impiccagione, i familiari di Zeinab Nazarzadeh – accusata di aver assassinato il marito – hanno lanciato un disperato appello chiedendo la sospensione della condanna. L’invocazione è rimasta inascoltata: la donna, che ha trascorso gli ultimi due anni in carcere, è stata uccisa all’alba. La madre è morta due mesi fa di crepacuore per le sofferenze patite dalla figlia; stupri, violenze fisiche e psichiche sono una prassi comune nelle prigioni iraniane.
     
    Dall’inizio di maggio sono state eseguite altre 11 sentenze di morte nelle carceri di Teheran, Isfahan, Rasht, Ardabil e Taybad, nella provincia nord-orientale di Khorasan. Sabato scorso a Taybad, nei pressi del confine con l’Afghanistan, sei trafficanti di droga sono stati impiccati. Un settimo uomo, Abdolbaret Noorzehi, è stato giustiziato a Khash perché colpevole di omicidio.
     
    Nei giorni scorsi aveva suscitato clamore l’uccisione di Delara Darabi, condannata a morte per l’omicidio di un parente; il fatto è avvenuto nel 2003, quando la ragazza aveva 17 anni. All’inizio Delara, diventata famosa per i quadri dipinti negli anni di carcere, si era addossata la responsabilità del crimine per salvare dall’impiccagione il fidanzato. Una sua successiva ritrattazione non è stata presa in considerazione dalle autorità iraniane, le quali hanno confermato la condanna a morte eseguita il primo maggio scorso.
     
    Le ultime esecuzioni portano a 85 il numero delle persone giustiziate dal regime iraniano, che punisce con la morte i trafficanti di droga, gli assassini e i dissidenti politici. Nel 2008 sono state eseguite 246 condanne a morte, un centinaio in meno rispetto al 2007 in cui i giustiziati furono 335. Teheran afferma che l’uso della pena di morte è un “mezzo efficace” per migliorare il livello della sicurezza nella società.
    invia ad un amico Visualizza per la stampa










    Vedi anche

    27/05/2009 IRAN
    Teheran ferma il boia: sospesa l’impiccagione di un minorenne
    Mahmoud Hashemi Shahrudi, oggi 20enne, all’epoca dei fatti era minorenne. Il tribunale ha sospeso la pena e chiede la revisione del caso. Nelle carceri iraniane vi sono altri 130 condannati a morte per un crimine commesso in minore età.

    14/07/2009 IRAN
    Iran, impiccati in carcere 13 “ribelli sunniti”
    I giustiziati erano membri di Jundallah, movimento legato ad al Qaeda. Essi avrebbero organizzato una serie di attentati nel sud-est del Paese, fra i quali l’attacco alal moschea sciita di Zahedan. Attivisti per i diritti umani avevano chiesto la sospensione della pena e una revisione del processo.

    01/08/2007 IRAN
    Iran, due giornalisti curdi condannati a morte
    Sono accusati di attività sovversiva e attentato contro la sicurezza della nazione; i legali hanno 20 giorni per fare appello, prima dell’esecuzione per impiccagione. Si inasprisce la morsa del Governo sulla libera informazione: sono 9 i giornalisti detenuti nelle carceri del Paese.

    11/10/2017 08:49:00 ONU - ASIA
    Onu contro la pena di morte: anacronistica e viola i diritti umani dei condannati

    Per il segretario generale Guterres essa “non ha ragione di esistere nel 21mo secolo”. Cina, Iran, Arabia Saudita e Iraq da sole sono responsabili dell’87% delle esecuzioni nel mondo. Nel 2016 le condanne sono diminuite del 37% rispetto all’anno precedente. L’appello: “Mettete fine alle esecuzioni”. 

     



    18/11/2009 IRAN
    Teheran, cinque condanne a morte per le rivolte antigovernative
    Secondo il Dipartimento di giustizia essi sono membri di “gruppi terroristi e dell’opposizione”. Per altre 81 persone pene detentive che variano dai sei mesi a 15 anni. I processi si sarebbero svolti “alla presenza dei legali” degli imputati.



    In evidenza

    MYANMAR
    Non solo Rohingya: la persecuzione delle minoranze cristiane in Myanmar



    La sofferenza di Kachin, Chin e Naga. La discriminazione su basi religiose è in certi casi addirittura istituzionalizzata. I cristiani sono visti come espressione di una fede straniera ed in contrasto con la visione nazionalista. Per anni il regime militare ha introdotto feroci misure discriminatorie.


    VATICANO - ASIA
    Il mondo ha urgenza della missione della Chiesa

    Bernardo Cervellera

    Ottobre è un mese consacrato al risveglio della missione fra i cristiani. Nel mondo c’è indifferenza o inimicizia verso Dio e la Chiesa. Le religioni sono considerate la fonte di tutte le guerre. Il cristianesimo è l’incontro con una Persona, che cambia la vita del fedele e lo mette al servizio delle ferite del mondo, lacerato da frustrazioni e guerre fratricide. L’esempio del patriarca di Baghdad e del presidente della Corea del Sud.


    AsiaNews E' ANCHE UN MENSILE!

    L’abbonamento al mensile di AsiaNews non costa nulla: viene dato gratis a chiunque ne faccia richiesta.
     

    ABBONATEVI

    News feed

    Canale RSScanale RSS 

    Add to Google









     

    IRAN 2016 Banner

    2003 © All rights reserved - AsiaNews C.F. e P.Iva: 00889190153 - GLACOM®