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» 15/03/2005 13:28
IRAQ
Iraq: fervono i negoziati per il nuovo governo

Sciiti e curdi incontrano oggi rappresentati sunniti e della lista di Allawi. Rappresentante del Supreme Council of Islamic Revolution: "I sunniti saranno parte del governo anche con membri esterni all'Assemblea nazionale".



Londra (AsiaNews) – In Iraq si continua a lavorare per raggiungere un accordo tra i partiti politici alla vigilia della prima riunione dell'Assemblea nazionale. Dopo i contrasti dei giorni scorsi tra la coalizione curda e l'alleanza sciita, i due schieramenti vincitori delle elezioni aprono trattative con altri gruppi per garantire una giusta presenza delle varie fazioni nel nuovo governo irakeno. 

Sul ruolo dei sunniti, che hanno boicottato la consultazione del 30 gennaio, è deciso Ali al Bayati, sciita rappresentante del Supreme Council of Islamic Revolution (SCIRI) a Londra: "Stiamo lavorando per includere i sunniti nel nuovo governo, ma soprattutto nei lavori per la Costituzione, il passo più importante verso il futuro dell'Iraq". Secondo al Bayati la Costituzione per essere efficace "dovrà rappresentare tutti i gruppi presenti nel paese".

Al-Dabagh, membro dell'alleanza, ha dichiarato che per oggi è previsto un incontro tra sciiti, curdi, e arabi sunniti. I primi due vogliono chiedere alla comunità sunnita di nominare il portavoce dei 275 membri dell'Assemblea nazionale, che si riunirà domani per la prima volta.

"Sciiti e curdi – conferma al Bayati – sono d'accordo nel ritenere necessaria la partecipazione al Governo di tutte le componenti sociali". Egli aggiunge che la presenza sunnita nel nuovo governo non si limiterà solo alle figure elette nell'Assemblea nazionale, ma potrebbe comprenderne delle esterne".

Fonti curde hanno annunciato che oggi i loro negoziatori e quelli sciiti dovrebbero incontrare rappresentanti dell'Iraqi List del premier ad interim Ayad Allawi, arrivata solo terza nelle ultime elezioni.

"Sicurezza, sicurezza e sicurezza"  questo, secondo al Bayati, il primo compito del nuovo presidente. E aggiunge: "Non importa se sarà curdo, sciita o altro  il capo di stato dovrà essere prima di tutto un uomo capace di sviluppare la democrazia in Iraq".

Per far tornare il paese ad una "vita normale", al Bayati sottolinea che è urgente per tutti i partiti politici "attuare la già esistente legge provvisoria". Il leader sciita si è detto ottimista sulle prospettive della sicurezza in Iraq: "Penso che andrà migliorando, anche se è difficile calcolare i tempi di questo processo". "Continueranno a entrare terroristi dall'estero – ha concluso - ma anche noi continueremo a portare avanti i nostri programmi e  salvaguardare la popolazione con il nostro impegno nelle nuove strutture politiche". (MA)


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