07/03/2019, 09.00
PAKISTAN – INDIA
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Islamabad tende la mano a Delhi: arrestati 44 militanti

Tra i detenuti compaiono anche il fratello e il figlio di Masood Azhar, capo del gruppo islamico che ha compiuto l’attentato in Kashmir del 14 febbraio. Le autorità pakistane congelano i conti di alcuni terroristi. Foto satellitari rivelano che la base d’addestramento dei terroristi in Pakistan è intatta.

Islamabad (AsiaNews/Agenzie) – Almeno 44 presunti militanti sono stati arrestati dalle autorità di Islamabad nell’ultimo giro di vite contro il terrorismo islamico. Gli arresti rappresentano il tentativo del governo pakistano di stemperare la tensione con l’India, che si è riaccesa nelle ultime settimane in seguito all’attentato del 14 febbraio scorso a Pulwama, in Kashmir, durante il quale sono rimasti uccisi oltre 40 soldati indiani.

Il ministro pakistano dell’Interno Shehryar Afridi riferisce che tra i detenuti ci sono anche due stretti parenti di Masood Azhar, il capo del gruppo fondamentalista Jaish-e-Mohammad (JeM), che ha rivendicato la strage in Kashmir. Si tratterebbe del mufti Abdul Rauf e di Hammad Azhar, rispettivamente fratello e figlio di Masood. Entrambi gli uomini compaiono nella lista di sospettati dell’attentato che Delhi ha consegnato alla controparte pakistana la settimana scorsa.

Sebbene il gruppo JeM sia stato bandito dalle autorità di Islamabad, i suoi militanti continuano a imperversare su porzioni di territorio difficili da controllare da parte delle forze dello Stato, soprattutto nella provincia di Khyber Pakhtunkhwa e nelle aree tribali.

È nella citata provincia pakistana, nella località di Balakot, che il 26 febbraio l’aviazione indiana ha sganciato alcune bombe per distruggere un campo d’addestramento dei militanti del JeM. Dopo i raid aerei, il segretario della Difesa di Delhi ha rivendicato l’uccisione di almeno 350 militanti. Per ritorsione, l’aviazione di Islamabad ha abbattuto due caccia indiani che erano entrati in maniera illegale nel proprio spazio aereo, facendo prigioniero uno dei piloti. Come “gesto di pace”, in seguito il governo di Islamabad ha riconsegnato il tenente colonnello Abhinandan Varthaman, accolto in India come un eroe.

Gli arresti dei presunti militanti islamici potrebbero contribuire a disinnescare ancora di più lo scontro. Tra l’altro le immagini satellitari diffuse questa settimana dalla Reuters rivelano che la madrassa (scuola coranica) colpita dalle bombe a Balakot è intatta. Confrontando le foto prima e dopo i raid, la struttura non presenta danni evidenti.

Infine il governo del premier Imran Khan ha ordinato di congelare e bloccare i conti di individui e associazioni islamiche legate al Pakistan e inserite nella lista dei terroristi stilata dalle Nazioni Unite a livello globale.

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