14/06/2019, 15.18
INDONESIA
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Jakarta, prima udienza della Corte costituzionale sul ricorso di Prabowo

Lo sconfitto alle ultime elezioni presidenziali accusa: irregolarità hanno portato alla vittoria del presidente Widodo. Per evitare nuove violenze, dispiegati per le strade della capitale 32mila tra soldati e agenti di polizia. Centinaia di sostenitori di Prabowo si riuniscono al monumento nazionale. La Corte emetterà un verdetto il prossimo 28 giugno.

Jakarta (AsiaNews) – In un clima di grande attesa e tra imponenti misure di sicurezza, si è svolta oggi presso la Mahkamah Konstitusi (Mk) – la Corte costituzionale indonesiana – la prima udienza (foto) sul ricorso presentato dall’opposizione contro i risultati delle ultime elezioni presidenziali. Il candidato sconfitto, Prabowo Subianto, lo scorso 24 maggio ha intentato una causa chiedendo la squalifica del presidente Joko “Jokowi” Widodo – al suo secondo mandato –, e del suo vice, Ma'ruf Amin. Prabowo afferma che durante le elezioni si sono verificate alcune irregolarità che hanno portato alla vittoria del rivale. La Corte emetterà un verdetto il prossimo 28 giugno.

Il 21 maggio, la Commissione elettorale generale (Komisi Pemilihan Umum – Kpu) aveva annunciato che Widodo e Ma’ruf hanno vinto le elezioni con il 55,5% delle preferenze, contro il 44,5% di Prabowo e Sandiaga Uno. Circa 85,6 milioni di indonesiani su quasi 154 milioni di elettori hanno votato a favore del presidente in carica. Sostenuta da islamisti e formazioni conservatrici, l’opposizione si rifiuta di riconoscere la sconfitta. Sia la Kpu che l’Agenzia di controllo elettorale (Bawaslu) negano qualsiasi irregolarità nelle operazioni di voto.

In tribunale, i legali di Prabowo denunciano problemi con i finanziamenti della campagna di Widodo e l'uso dell'apparato statale come strumento di propaganda; affermano che il risultato delle elezioni è dovuto ad “azioni illegali, frodi e abusi di potere strutturati, sistematici e massicci”. Gli avvocati sostengono inoltre che polizia e personale militare sono stati “pressati” per votare Widodo e che il governo ha aumentato gli stipendi dei dipendenti pubblici per acquistare voti.

Nei giorni precedenti l’annuncio dei risultati elettorali, Prabowo aveva più volte spinto gli elettori a manifestare il loro dissenso, sollevando i timori delle autorità. Anche personalità di spicco legate a Prabowo avevano minacciato di ricorrere a proteste di piazza in stile “potere al popolo” contro Widodo e la Kpu. Subito dopo il comunicato della Commissione, per le strade di Jakarta sono esplosi violenti scontri tra i sostenitori di Prabowo e le forze dell’ordine: nei disordini del 21 e 22 maggio scorsi sono morte otto persone e circa 900 sono rimaste ferite. L’indomani delle sommosse, la polizia ha arrestato decine di sospetti istigatori, incluso un fedelissimo di Prabowo – l’ex gen. Kivlan Zen –, accusato di aver orchestrato un complotto per uccidere alti funzionari della Sicurezza.

Mentre i nove giudici costituzionali questa mattina aprivano l’udienza, centinaia di persone si radunavano nella Piazza del Monumento Nazionale (Monas). I manifestanti non hanno rispettato uno specifico divieto emesso dalla polizia, che vieta qualsiasi manifestazione fuori o nei pressi della Corte costituzionale. Secondo i media, la folla era compresa tra le 1.500 e le 2mila unità. Al sit-in hanno preso parte membri di vari gruppi, compresi studenti universitari. Tre giorni fa, Prabowo ha lanciato un appello affinché i suoi sostenitori non si recassero nelle vicinanze dell’Mk.

Nel timore che si verifichino nuovi scontri, le autorità hanno dispiegato per le strade della capitale 32mila tra soldati e agenti di polizia. Le forze di sicurezza hanno annunciato stamane di non aver equipaggiato il proprio personale con armi da fuoco o munizioni letali, ma solo con scudi, gas lacrimogeni e cannoni ad acqua.

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