27/10/2018, 08.00
INDONESIA
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Jakarta, è intollerante il 57% degli insegnanti musulmani

di Mathias Hariyadi

Il 37% percento degli insegnanti islamici ammette di compiere gesti ostili verso persone di fede differente. Il 34% non sarebbe d’accordo con l’istituzione di un centro educativo non islamico. H. Moch Qasim Mathar, dell’università islamica statale Alauddin di Makassar: “Preoccupazione per un fenomeno che il governo deve contrastare in modo serio e rapido”.

Jakarta (AsiaNews) – Il 57% degli insegnanti musulmani nelle scuole statali e nelle madrasse di 34 province e 767 distretti indonesiani sono intolleranti verso i concittadini che appartengono a comunità religiose differenti. È quanto emerge da un recente studio, condotto dal Centro di ricerca su islam e società dell’università islamica statale Syarif Hidayatullah (Ppim Uin) di Jakarta, istituzione con sede a Ciputat (provincia di Banten). Saiful Uman, direttore esecutivo dell’ateneo, afferma che “la ricerca è stata pubblicata con l'intento di mettere in luce l’opinione dei docenti sui temi della tolleranza e dell'armonia nella società”. “Questo – aggiunge – in virtù della loro posizione strategica di educatori e agenti di conoscenza”. Tuttavia, Uman definisce “preoccupanti” alcuni dati contenuti nel documento.

Il 37% percento degli insegnanti islamici ammette di compiere gesti ostili verso persone di fede differente. Riguardo la libertà dei gruppi non musulmani di professare la religione, il 56% non raggiungerebbe alcun compromesso per la costruzione di un loro luogo di preghiera nel proprio complesso residenziale. Il 21% si oppone a qualunque evento religioso che non sia islamico. Il 29% dei docenti sarebbe disposto a firmare una petizione, qualora la propria scuola fosse seguita da un supervisore non musulmano. Il 34% non sarebbe d’accordo con l’istituzione di un centro educativo non islamico nelle vicinanze della sua abitazione o luogo di lavoro.

H. Moch Qasim Mathar, professore dell’università islamica statale Alauddin di Makassar (South Sulawesi) dichiara ad AsiaNews che “lo studio alimenta la preoccupazione per un fenomeno che il governo deve contrastare in modo serio e rapido”. L’accademico suggerisce “controlli sugli insegnanti, pria ancora che questi siano assunti”. Secondo il professore di Pensiero islamico, è necessario attuare programmi di formazione per “individuare” le persone che possono diventare insegnanti, sia nelle scuole pubbliche che private. “È doveroso – afferma – mostrare loro quanto è accaduto nel mondo arabo, in Paesi islamici segnati da atrocità e devastazioni”.

Listia Suprobo, attivista per il dialogo interreligioso originaria di Yogyakarta, illustra le attività svolte in due istituti sotto l’egida della Prakarsa Pendidikan Berparadigma Pancasila (foto 2-3-4). Rivolta agli insegnanti di religione, questa iniziativa educativa ha come punto di riferimento la Pancasila, filosofia pluralista su cui si fonda lo Stato indonesiano. “Vengono organizzati workshop e sessioni – dichiara Suprobo – in cui i partecipanti imparano dai colleghi di altre religioni e diverse scuole. Essi condividono le migliori pratiche sul modo di insegnare la religione agli studenti con diversi background religiosi”. “Il nostro obiettivo principale è quello di illuminare i partecipanti con una mentalità inclusiva”, conclude l’attivista.

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