11/02/2011, 00.00
INDONESIA
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Jakarta, Yudhoyono: giro di vite contro l’estremismo. Ma i funzionari lo boicottano

di Mathias Hariyadi
La polizia ha arrestato 13 persone, coinvolte negli attacchi dei giorni scorsi contro la minoranza Ahmadi e le chiese cristiane. Il presidente richiama le autorità locali a colpire le frange estremiste. Un appello condiviso dalla società civile, ma osteggiato dai funzionari e membri della sicurezza. Il link delle violenze anticristiane e contro gli ahmadi.
Jakarta (AsiaNews) – La polizia indonesiana ha arrestato 13 persone, coinvolte nelle violenze interconfessionali degli ultimi giorni che hanno causato tre vittime nella minoranza ahmadi e tre chiese cristiane distrutte. Intanto il presidente Susilo Bambang Yudhoyono annuncia un giro di vite contro le frange fondamentaliste, che vanno “disperse” per evitare altri attacchi di matrice settaria. La società civile accoglie con gioia le affermazioni del capo di Stato, ma i funzionari di governo e le autorità locali avvertono che sarà difficile eseguire l’ordine e sgominare le fazioni terroriste.
 
Le forze dell’ordine hanno confermato il fermo di cinque persone, coinvolte nell’omicidio di tre esponenti della setta musulmana ahmadi, considerata eretica perché non riconosce Maometto come ultimo profeta. L’attacco è avvenuto il 6 febbraio scorso a West Java; gli inquirenti hanno identificato gli assalitori grazie anche ai video pubblicati in rete sull’attacco. Gunawan Setiadi, portavoce della polizia di Banten, annuncia all’Afp “altri arresti nei prossimi giorni grazie alle immagini diffuse su YouTube”. Due giorni dopo le violenze contro gli ahmadi, nel mirino dei fondamentalisti è finita la comunità cristiana di Temanggung, nello Java centrale. La polizia ha arrestato otto persone coinvolte nell’assalto a tre chiese, un orfanotrofio e un centro cristiano. Una folla di oltre mille fedeli ha attaccato i cristiani, per un presunto caso di blasfemia in seguito al quale un ragazzo è stato condannato a cinque anni di prigione.
 
Il presidente indonesiano Susilo Bambang Yudhoyono ha chiesto a funzionari locali e autorità di promuovere tutte le misure per arginare la deriva fondamentalista e bloccare le violenze settarie. Un ordine che rischia di rimanere fermo sulla carta, perché un gruppo di ufficiali “insolenti” sembra intenzionato a ostacolare l’iniziativa. Durante la giornata nazionale della stampa a Kupang, il presidente ha ordinato lo smantellamento di alcuni (e famosi) gruppi estremisti: “Le autorità preposte all’applicazione della legge – avverte Yudhoyono – dovrebbero avere il coraggio di smantellare gruppi pubblici o organizzazioni di massa, che hanno più volto compiuto gesti violenti o incitato alla violenza”. Egli ha quindi richiamato al proprio dovere le autorità locali e i funzionari addetti alla sicurezza.
 
La società civile indonesiana ha accolto con “gioia” le parole del presidente, che rischiano però di cadere nel vuoto per gli ostacoli frapposti da quanti sono preposti all’applicazione delle norme. Il Ministro degli interni Gamawan Fauzi premette che le “procedure” per smantellare i gruppi “non sono semplici” da applicare. Il gen. Timnor Pradopo – capo della polizia e simpatizzante dei movimenti estremisti, soprattutto lo Islamic Defender Front (FPI) – riferisce che prima di intervenire servono “prove e fatti” di comportamenti sbagliati. Anche membri del parlamento, fra cui esponenti del Democrat Party e dello United Development Party, affermano che sono gli ahmadi a doversi “pentire” e riconoscere “i propri errori”, mentre la setta “va eliminata”.
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