30 Gennaio 2015 AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook            

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | | Rss | Newsletter | Mobile




Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME



mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato
invia ad un amico visualizza per la stampa


» 14/12/2010
INDONESIA
Java, cristiani vittime dell’estremismo islamico chiedono protezione al presidente Susilo
di Mathias Hariyadi
L’appello avviene dopo la chiusura forzata di 2 chiese domestiche protestanti nel villaggio di Rancaekek Wetan (Java Occidentale), da parte di 200 estremisti islamici. Critiche alla polizia accusata di aver aiutato i fanatici nell’espulsione dei fedeli cristiani.

Jakarta (AsiaNews) – Con un appello al presidente Susilo Bambang Yodhoyono, i cristiani indonesiani chiedono maggiore sicurezza e protezione da parte dello Stato, dopo i continui episodi di intolleranza religiosa . Il 12 novembre scorso nel villaggio di Rancaekek Wetan (Java Occidentale) la protesta di 200 estremisti islamici  ha costretto oltre 100 cristiani della Batak Christian Protestant Church ad abbandonare due case utilizzate come luoghi di preghiera. I fanatici hanno anche distrutto 5 abitazioni private e inviato alle autorità locali una lettera dove chiedono il sequestro delle chiese domestiche.

Il reverendo Hutagalung, responsabile della Batak Christian Protestant Church, afferma: “Noi continueremo a riunirci qualunque siano le conseguenze e vogliamo che il presidente ci garantisca la possibilità di praticare la nostra fede senza minacce e intimidazioni da parte dei gruppi radicali”.

Per evitare scontri, la polizia locale ha favorito l’espulsione dei cristiani dalla chiese domestiche. Hendro Pandowo, comandante delle forze dell’ordine dice che la situazione è ora sotto controllo. “Se non chiedevamo ai cristiani di andarsene – afferma il poliziotto – ci sarebbero state conseguenze ancora più gravi. Noi cerchiamo di evitare distruzioni e attacchi”. Il poliziotto sottolinea che “i cristiani non avevano il permesso di pregare insieme in quelle abitazioni e da parte nostra non possiamo arrestare i musulmani quando sono autorizzati a manifestare”. Pandowo dice che la polizia può fornire sicurezza solo se la chiesa è registrata, altrimenti non può fare nulla.   

L’atteggiamento delle forze ha suscitato le critiche del Wahid Institute, gruppo islamico per il dialogo interreligioso. In un comunicato il gruppo ha condannato i continui attacchi contro la comunità protestante, accusando la polizia di alimentare con la sua inerzia gli atti di intolleranza contro i cristiani.  

In Indonesia l’intolleranza religiosa contro i  cristiani è in crescita. Anche se la Costituzione concede parità di trattamento a sei religioni di Stato tra cui il protestantesimo, la legge ostacola la costruzione di luoghi di culto per le fedi diverse dall'islam e costringe i cristiani a riunirsi nelle proprie abitazioni. L’ incidente avvenuto a Rancaekek Wetan  è l'ultimo di una serie di scontri tra protestanti e musulmani avvenuti negli ultimi mesi a Bandung (Java Occidentale) e a Bekasi  vicino a Jakarta dove almeno sei chiese sono state attaccate dal 2009, e alcuni pastori protestanti aggrediti.


invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
27/06/2008 INDONESIA
Autorità indonesiane demoliscono tre chiese a Bekasi
di Benteng Reges
21/11/2007 INDONESIA
Musulmani inferociti aggrediscono una chiesa domestica a West Java
di Benteng Reges
09/08/2010 INDONESIA
Folla di estremisti islamici attaccano cristiani a Bekasi. Decine di feriti
07/12/2011 INDONESIA
Tutta l’Indonesia festeggia i 150 anni della chiesa protestante Batak
di Mathias Hariyadi
10/01/2006 INDONESIA
Indonesia, il governo abbrevia i tempi per costruire chiese
di Moerkekaq Senggotro

In evidenza
IRAQ
I bambini di Mosul e il futuro: il campo profughi "a cinque stelle"
di Bernardo CervelleraNel giardino della parrocchia di Mar Elia accanto alle tende ci sono container che servono da aule per i ragazzi e da biblioteca. Un altro serve da stanza per il ricamo. Un coro di bambini. P. Douglas: "preoccuparsi dei profughi non significa solo pensare al mangiare, al bere, alle medicine, le iniezioni, le vaccinazioni... Le persone rifugiate hanno bisogno di fare qualcosa e di coltivare la speranza".
IRAQ
Via Crucis: i profughi di Mosul oltre l'emergenza
di Bernardo CervelleraSono almeno mezzo milione le persone che si sono rifugiate in Kurdistan per sfuggire all'ISIS. Nello Shlama Mall a Erbil: 350 persone vivono nello scheletro di un edificio in costruzione, con panni stesi e coperte a fare da pareti. L'ordinazione sacerdotale di un giovane, anch'egli profugo dimostra che con la fuga, c'è qualcosa che non è stato distrutto: la fede, le tradizioni, il sacerdozio.
IRAQ-VATICANO
Vescovo di Mosul: Gesù nasce fra i container dei rifugiati. Continua la campagna "Adotta un cristiano di Mosul"
di Amel NonaI profughi perseguitati dallo Stato islamico hanno perso tutto: beni, casa, lavoro, scuole, futuro. Ma rimane forte la fede e la missione. Raccolti e inviati quasi 900mila euro. Il messaggio di vicinanza di papa Francesco. La campagna continua secondo la proposta del patriarca di Baghdad: digiuno e sobrietà a Natale e Capodanno, offrendo il corrispettivo per i cristiani di Mosul.

Dossier


by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate