01/07/2013, 00.00
INDONESIA
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Java centrale, estremisti islamici contro le celebrazioni per i 50 anni di sacerdozio di p. Utomo

di Mathias Hariyadi
La Chiesa celebra il giubileo di p. Gregorius Utomo, apprezzato collaboratore della Conferenza episcopale indonesiana. La comunità ha organizzato una serie di eventi e una solenne celebrazione eucaristica, cui gli islamisti si oppongono. Arcivescovo di Semarang ad AsiaNews: "Contro di lui accuse montate ad arte da media e giornali".

Jakarta (AsiaNews) - Minacce di estremisti islamici mettono in pericolo le celebrazioni per i 50 anni di sacerdozio di p. Gregorius Utomo, in programma domani 2 luglio. Parenti, amici e semplici fedeli hanno organizzato una serie di eventi e una solenne celebrazione eucaristica, in programma nella cappella privata di preghiera conosciuta col nome di Wisma Tyas Dalem (Casa del Sacro Cuore). L'edificio sorge nel villaggio di Rejoso, sotto-distretto di Jogonalan, nella reggenza di Klaten, nello Java centrale, città natale del prete. Da anni è usata per momenti di preghiera e cerimonie di inculturazione, come la messa di "Rebo Pon". Nei giorni scorsi, alla vigilia dei festeggiamenti, i fondamentalisti del Fronte di difesa islamico (Fpi) hanno però intimato a p. Utomo e ai fedeli di interrompere tutte le attività religiose in programma: essi accusano il sacerdote di usare la casa "in maniera illegale".

La "Casa del Sacro Cuore" - sotto l'amministrazione della parrocchia della Vergine Maria di Wedi - in origine era una residenza privata, di proprietà della famiglia Utomo. Negli anni il sacerdote l'ha trasformata in centro per attività "umanitarie" rivolte soprattutto ai poveri, oltre che in una "casa di preghiera" per la comunità cattolica della zona.

P. Gregorius Utomo appartiene all'arcidiocesi di Semarang - dove il suo lavoro è conosciuto e apprezzato - e per anni ha collaborato con la Conferenza episcopale indonesiana (Kwi) a Jakarta. Egli ha saputo ispirare il movimento per la tutela dei diritti dei contadini e ha promosso in prima persona la giornata dedicata dalla Chiesa all'alimentazione.

Alle minacce degli estremisti islamici rispondono i vertici della Chiesa indonesiana, che difendono l'operato di p. Utomo (nella foto). In una lettera personale inviata ad AsiaNews mons. Johannes Pujasumarta, arcivescovo di Semarang, respinge le accuse del fronte islamista, secondo cui i fedeli vogliono trasformare la Wisma Tyas Dalem in una casa di preghiera "permanente". Il prelato sottolinea che si tratta di "notizie montate ad arte" da media online e giornali, per "gettare discredito" sulla figura del sacerdote. "Ho chiesto personalmente - aggiunge - ai media cattolici di valorizzare la figura di p. Gregorius Utomo e l'attività compiuta nei 50 anni di sacerdozio".

L'Indonesia è la nazione musulmana più popolosa al mondo e, pur garantendo fra i principi costituzionali la libertà religiosa, è sempre più spesso teatro di attacchi e violenze contro le minoranze, siano essi cristiani, musulmani ahmadi o di altre fedi. Nella provincia di Aceh - unica nell'Arcipelago - vige la legge islamica, la Shariah, e in molte altre aree si fa sempre più radicale ed estrema la visione e l'influenza della religione musulmana nella vita dei cittadini. Inoltre, alcune norme come il permesso di costruzione - il famigerato Imb - vengono sfruttate per impedire l'edificazione o mettere i sigilli a luoghi di culto cristiani, come avviene da tempo nella reggenza di Bogor, nel West Java, contro i fedeli della Yasmin Church

 

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