20/09/2019, 08.40
INDIA
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Jharkhand, sacerdote accusato di ‘conversioni forzate’: Volevano farmi morire in carcere

P. Binoy John denuncia che le guardie carcerarie gli hanno somministrato farmaci sbagliati “con l’intento di uccidermi a poco a poco”. Il prete è malato di cuore, ma veniva curato per una semplice febbre. Sarà traferito in Kerala, da dove proviene, non appena le condizioni di salute lo consentiranno.

New Delhi (AsiaNews/Agenzie) – “Volevano farmi morire in carcere. Hanno tentato di uccidermi a poco a poco”: è la denuncia di p. Binoy John, sacerdote cattolico arrestato all’inizio di settembre in Jharkhand con l’accusa di conversioni forzate e rilasciato su cauzione questa settimana per motivi di salute. Il prete 42enne ha problemi cardiaci, per i quali ha subito l’impianto di un pacemaker.

In un’intervista al giornale Malayala Manorama, p. Binoy denuncia che le guardie carcerarie pianificavano di ucciderlo, dandogli farmaci per la febbre invece che per il cuore. “Li ho implorati fino alle lacrime – racconta – di portarmi in ospedale, che era ad appena due minuti di distanza, ma mi sono rifiutati”.

Il sacerdote è originario di Thodupuzha, in Kerala, ma serve nella missione di Rajadaha, nel distretto di Godda (diocesi di Bhagalpur). Egli è stato fermato insieme ad un secondo prete – subito rilasciato – e a un catechista – tutt’ora in cella. Oltre all’accusa di praticare conversioni forzate, i tre sono stati accusati di occupazione illegali di terreni. “Quando abbiamo mostrato tutti i documenti alla polizia – racconta – ci hanno lasciato andare. Ma poi sono tornati con l’accusa di conversioni religiose”.

Al momento p. Binoy è in cura presso il St. Luke Health Centre di Lalmatia, dove è stato trasportato dopo che le sue condizioni erano diventate critiche. Mons. Kurian Valiakandathil, vescovo locale, fa sapere che sarà trasferito a Kochi, in Kerala, non appena sarà possibile.

Nel 2017 il Jharkhand ha varato una legge anti-conversione che prevede fino a tre anni di carcere e una multa di 50mila rupie (600 euro) per coloro che praticano conversioni forzate al cristianesimo attraverso l’inganno, l’offerta di soldi e la persuasione.  Secondo il card. George Alencherry, arcivescovo maggiore della Chiesa siro-malabarese, che perorato la liberazione del prete, il motivo del suo arresto è evidente: “È chiaro che dietro ci siano coloro che non sono contenti delle attività sociali e educative dei missionari tra gli abitanti del villaggio”.

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