18/09/2004, 00.00
CINA

Jiang Zemin si fa da parte?

Pechino (AsiaNews) – Domani Jiang Zemin si dovrebbe dimettere dalla carica di presidente della Commissione militare centrale. Lo hanno rivelato ad AsiaNews fonti da Pechino. Jiang lascerebbe via libera al presidente Hu Jintao che diventerebbe così il leader indiscusso della Cina..

Il cambiamento completerebbe il primo passaggio di potere compiuto in modo pacifico dal 1949.

Oggi il quotidiano South China Morning Post di Hong Kong scrive che Jiang (78 anni) ha rassegnato le sue dimissioni durante la sessione plenaria del Comitato centrale del Partito comunista cinese, iniziata giovedì. Citando fonti interne al partito, il quotidiano afferma che i membri del Comitato dovrebbero approvare le dimissioni di Jiang e, dopo un annuncio ufficiale, eleggere domani Hu alla guida della Commissione militare.

Le dimissioni di Jiang e l'elezione di Hu concluderebbero in modo positivo il trasferimento di potere iniziato nel novembre 2002, quando Jiang si era dimesso dalla carica di segretario generale del partito a favore di Hu, che ha in seguito assunto la presidenza da Jiang nel marzo dello scorso anno.

Hu, 61 anni, avrebbe così il controllo completo sul partito, lo stato e le forze armate.

Le dimissioni di Jiang sono state oggetto di voci e speculazioni nei giorni scorsi.

Nonostante il suo ritiro Jiang probabilmente continuerà ad esercitare la sua influenza dietro le quinte. Durante la sua leadership, iniziata dopo il massacro di Tiananmen, egli ha stabilito forti legami con l'establishment economico e politico della cosiddetta "cricca di Shanghai". Negli ultimi anni egli aveva nominato decine di nuovi generali, garantendosi un gran numero di fedelissimi all'interno dell'esercito.

Almeno 5 dei 9 membri del Politburo – la più alta sede decisionale nel Paese – sono considerati stretti alleati di Jiang, tra i quali figurano il vice-presidente, il vice-premier Huang Ju e il capo della propaganda del partito.

Se Jiang si dovesse davvero dimettere, è molto probabile che il vice presidente Zeng Qinghong – un amico di Jiang – venga nominato vice presidente della Commissione militare centrale.

Il ritiro di Jiang dalla scena politica non produrrà grandi cambiamenti in politica interna ed estera. Ma Hu continuerebbe a consolidare il suo potere e imprimere la sua impronta alla politica cinese, avviando così riforme importanti.

Jiang ha sempre voluto presentare un'immagine della Cina come superpotenza internazionale, moderna e patriottica. Hu si propone invece come un leader più vicino ai poveri e ai contadini, con una maggior flessibilità nei confronti di Taiwan e una politica estera più multilaterale.

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