03/10/2011, 00.00
INDIA
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Karnataka, la polizia costringe alla chiusura due chiese pentecostali

di Nirmala Carvalho
È accaduto nei distretti di Hassan e Bangalore. Dietro denunce di estremisti indù, le forze locali di polizia hanno accusato i pastori di non avere regolari permessi per esercitare il culto e di praticare conversioni forzate. Dall’inizio del 2011, salgono a 36 gli episodi anticristiani in Karnataka. Sajan K George, presidente del Global Council of Indian Christians (Gcic): “Continua il regno del terrore contro la minoranza cristiana”.
Mumbai (AsiaNews) – Su una popolazione di 52,8 milioni di persone, in Karnataka, i cristiani sono poco più di un milione. Eppure “gli estremisti indù con la complicità delle autorità continuano il loro regno del terrore, contro l’indifesa comunità cristiana”. È la denuncia di Sajan K George, presidente del Global Council of Indian Christians (Gcic), a fronte della chiusura di due chiese pentecostali nei distretti di Hassan e Bangalore, lo scorso 25 settembre. In entrambi i casi, l’intervento della polizia è sopraggiunto in seguito alle denunce di gruppi di radicali indù. Con questi ultimi episodi, salgono a 36 gli attacchi anticristiani in Karnataka nel solo 2011.

Dal 2008 il governo del Karnataka è guidato dal Bharatiya Janata Party (Bjp), partito ultranazionalista che sostiene gruppi e movimenti di estremisti indù appartenenti al Sangh Parivar, come il Rashtriya Swayamsevak Sangh (Rss), il Vishwa Hindu Parishad (Vhp) o il Bajrang Dal.

Nel distretto di Bangalore, la polizia di Hulimavu ha preso in custodia il pastore della Church of God Full Gospel, sulla base di numerose denunce che lo accusano di non avere regolari permessi per esercitare il culto e di praticare conversioni forzate. Secondo il presidente del Gcic, durante l’interrogatorio l’ispettore di polizia Balram Gowda “ha minacciato il pastore in modo chiaro, ordinando di chiudere la chiesa se non voleva essere arrestato”.

Lo stesso giorno a Bagesafleshpur (distretto di Hassan), estremisti indù hanno fatto irruzione nella chiesa pentecostale End Times Full Harvest Church; malmenato il pastore John Frederick D’Souza e alcune signore che hanno cercato di intervenire; strappato alcune Bibbie dalle mani dei presenti gettandole via. Poi, gli aggressori hanno chiamato la polizia, che una volta arrivato ha ordinato al pastore di interrompere il servizio di preghiera e chiudere la chiesa. Anche in questo caso, la polizia ha contestato al religioso la mancanza di regolari permessi e di praticare conversioni forzate.

“I pastori pentecostali – accusa Sajan George – sono minacciati e picchiati in maniera sistematica; trascinati nelle stazioni di polizia con false accuse; arrestati e richiusi in cella. Spesso senza nemmeno la possibilità di pagare una cauzione. E adesso, i fedeli di queste chiese sono senza servizio domenicale”.
 
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