11/10/2013, 00.00
INDIA
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Karnataka, violenze ‘senza tregua’ contro i cristiani

di Nirmala Carvalho
Il presidente del Global Council of Indian Christians (Gcic) lancia un appello al chief minister perché protegga le minoranze. Negli ultimi quattro mesi gli estremisti indù hanno compiuto 21 attacchi anticristiani. Nell’ultimo caso un pastore protestante ha avuto un attacco di cuore dopo essere stato picchiato dai fondamentalisti e arrestato dalla polizia.

Mumbai (AsiaNews) - Nello Stato indiano del Karnataka è in corso una violenza "brutale e senza tregua" contro i cristiani e le chiese da parte degli ultranazionalisti indù. È la denuncia di Sajan George, presidente del Global Council of Indian Christians (Gcic), che ha scritto un appello al chief minister Siddaramiah perché intervenga. Anche il governo centrale ha riconosciuto la gravità della situazione, definendo il Karnataka uno dei sei Stati in cui le forze estremiste prendono di mira le minoranze per i loro obiettivi politici.

Nel maggio scorso lo Stato è andato al voto: dopo nove anni di governo targato Bharatiya Janata Party (Bjp, partito ultranazionalista indù), il Congress (primo partito del Paese, d'ispirazione laica e democratica) ha vinto le elezioni con una maggioranza assoluta. Eppure, nota Sajan George, proprio negli ultimi quattro mesi gli attacchi dei militanti del Sangh Parivar (ombrello che raccoglie gruppi estremisti indù) "si sono intensificati". Il Gcic ha registrato 27 casi di violenza contro cristiani, rispetto ai quattro registrati tra gennaio e giugno scorsi.

L'ultimo episodio risale al 5 ottobre scorso. La vittima è il rev. Anil Kumar, pastore protestante di Hubli. Quel giorno il leader religioso si era recato dalla vedova di un cristiano - N.B. Holemarore, morto di cancro qualche anno fa - per condurre una veglia di preghiera in memoria del defunto. La mattina seguente alcuni militanti indù armati di machete hanno circondato la casa della donna, impedendo al pastore di uscire. Poi hanno forzato l'abitazione, hanno trascinato fuori il rev. Kumar, e accusandolo di condurre conversioni forzate lo hanno picchiato.

Il pestaggio è avvenuto sotto gli occhi della polizia di Siddapura, giunta intanto sul posto, che però non è intervenuta. Al contrario: terminate le botte, gli agenti hanno condotto il pastore in centrale, dove a loro volta lo hanno schiaffeggiato e denunciato per aver violato l'art. 109 del Codice di procedura penale ("comportamento sospetto"). Rilasciato sulla parola, l'indomani il rev. Kumar ha avuto un attacco di cuore ed è stato ricoverato d'urgenza in terapia intensiva. 

 

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