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    » 29/02/2012, 00.00

    CINA

    Kashgar, scontri fra uiguri e polizia: 12 morti



    La Xinhua non dice nemmeno i motivi degli scontri. Il World Uyghur Congress afferma che alla base vi è la frustrazione degli uiguri, colonizzati e oppressi dalla etnia cinese han. Per la Cina i gruppi sono "terroristi" e per questo frena la diffusione della religione islamica fra i giovani. Gli uiguri accusano Pechino di voler distruggere la loro cultura e fede.

    Pechino (AsiaNews/Agenzie) - Dodici persone sono state uccise in uno scontro fra manifestanti uiguri e polizia a Yecheng, 250 km a sud-est di Kashgar (Xinjiang). Lo scontro è avvenuto ieri verso le 18 (ora locale). La Xinhua non dice i motivi della rivolta e afferma solo che gli uiguri erano "violenti" e "armati di coltelli"; un giornale locale li definisce "terroristi".

    Il World Uyghur Congress, con base in Germania, afferma che in base a fonti locali, il gruppo ha ucciso sette poliziotti e tre civili; due degli assalitori sono stati colpiti dal fuoco della polizia. Secondo l'organizzazione i motivi sembrano pescare nella frustrazione degli uiguri ai quali è proibita ogni manifestazione e ogni critica alla politica del governo.

    Gli uiguri sono un gruppo musulmano di origine turco, che costituisce il 45% della popolazione dello Xinjiang; il 40% è composto da cinesi han, giunti col tempo con un progetto di colonizzazione della regione, dopo un breve periodo di indipendenza del Turkestan orientale. La Cina vuole evitare che la popolazione crei uno Stato indipendente, il cui territorio è ricco di petrolio e di gas. Gli uiguri invece chiedono maggiore autonomia nei confronti degli han che dominano l'economia e la politica dello Xinjiang.

    Nel luglio 2009 una serie di manifestazioni inizialmente pacifiche a Urumqi, si sono tramutate in scontri con la polizia e in conflitto fra uiguri e han, facendo centinaia di morti.

    L'estate scorsa sono avvenuti ancora scontri nella città di Hotan, dove gruppi di uiguri hanno razziato una sede della polizia.

    La Cina accusa gli uiguri di terrorismo e controlla con pugno di ferro la situazione. Ed essendo gli uiguri musulmani, controlla le moschee, le scuole coraniche e frena la diffusione della fede islamica fra i giovani. Gli uiguri accusano Pechino di voler distruggere la loro cultura e la fede.

    È probabile che questo nuovo scontro giustificherà un accrescimento dei controlli e della sicurezza nella regione, proprio mentre a Pechino fervono i preparativi per l'Assemblea nazionale del popolo, il parlamento cinese che si raduna una volta all'anno.

     

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