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» 21/04/2011 15:16
NEPAL – ONU
Kathmandu, l’Onu chiede giustizia per le vittime della guerra civile
di Kalpit Parajuli
l’Alto commissario Onu per i diritti umani invita il governo a processare i quadri di esercito e milizie maoiste responsabili di crimini contro l’umanità. In 10 anni, il conflitto ha fatto più di 12.800 morti e circa 100mila sfollati.

Kathmandu (AsiaNews) – La Commissione Onu per i diritti umani (Unhrc) fa pressioni sul governo di Kathmandu per consegnare alla giustizia i quadri dell’esercito e delle milizie maoiste responsabili dei crimini contro l’umanità commessi durante la guerra civile. La richiesta avviene nel quadro del processo di riconciliazione iniziato nel 2007 sotto la supervisione dell’Onu. Ieri, Kyung – wha Kang, vice-commissario dell’Unhrc in visita in Nepal, ha sottolineato l’urgenza di una riforma legislativa che consenta l’arresto dei responsabili e soddisfi le richieste di migliaia di vittime del conflitto che da anni cercano verità e giustizia.  Secondo la Unhrc, a tutt’oggi sono ancora 835 i dissidenti, spariti tra il 1996 e il 2006, che mancano all’appello.

“Il processo messo in atto dalla Commissione per la verità e la riconciliazione – ha affermato la Kyung – è un’opportunità storica per affrontare le cause che sono alla radice dei conflitti sociali del Paese”. L’Alto commissario ha criticato l’inerzia e gli errori commessi in questi anni dall’Assemblea costituzionale. Secondo la Kyung, nelle bozze per la riforma legislativa, l’Assemblea non rispetta diritti fondamentali come quello alla cittadinanza, soggetto a un regime differente a seconda delle appartenenze etniche e sociali. L’Alto commissario Onu ha inoltre proposto al primo Ministro Jhala Nath Khanal  una proroga del mandato della Commissione per altri due anni. “La nostra presenza in Nepal – ha affermato – è necessaria per la conclusione del processo di pace”.

La guerra civile del Nepal ha contrapposto per 10 anni esercito e guerriglieri maoisti, che combattevano con l'obiettivo di rovesciare la monarchia e istituire la Repubblica popolare del Nepal. Il conflitto si è concluso con un accordo globale di pace tra esercito e maoisti firmato il 21 novembre 2006 davanti a Onu e comunità internazionale. In 10 anni il conflitto ha fatto più di 12.800 morti e circa 100mila sfollati. In questo clima di anarchia l’esercito, che controllava le aree urbane, e i maoisti, presenti invece nelle aree rurali, si sono macchiati di crimini contro la popolazione civile, facendo sparire i dissidenti e tutti coloro che al tempo denunciavano i fatti.

Nel 2007 è stata creata la Truth and Reconciliation Commission, sponsorizzata dall’allora governo maoista, eletto nel 2008, e dalle più alte cariche dello Stato, ma a tutt’oggi nessuno dei responsabili è stato processato. Le autorità giustificano il ritardo con l’instabilità politica vissuta in questi anni dal Paese. 


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