05 Dicembre 2016
AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook
Aree geografiche




  • > Africa
  • > Asia Centrale
  • > Asia del Nord
  • > Asia del Sud
  • > Asia Nord-Ovest
  • > Asia Sud-Est
  • > Europa
  • > Medio Oriente
  • > Nord America
  • > Sud America
  • > Asia dell'Est

  • mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato


    » 02/04/2009, 00.00

    NEPAL

    Kathmandu proclama martiri 8mila maoisti

    Kalpit Parajuli

    Sono per lo più guerriglieri che hanno combattuto la guerra civile. I partiti dell’opposizione e i comunisti che sostengono il governo insorgono: così si“svilisce il martirio di coloro che hanno sacrificato la loro vita per la nazione”.C’è anche un risvolto economico.
    Kathmandu (AsiaNews) - Il governo del Nepal dichiara martiri della nazione 8mila persone, morte durante le rivolte maoiste di Janaandolon-II, che nel 2006 fecero cadere la monarchia, ed il movimento indipendentista Madhesh.
     
    La lista dei candidati al titolo di martire riporta i nomi raccolti dai comitati maoisti in tutti i 75 distretti del Paese. In essa figurano 25 combattenti della rivolta Janaandolon-II e 21 indipendentisti madheshi. Ma l’elenco comprende anche persone citate solo con il nome di battaglia o addirittura prive di identità e segnalate solo con la generica indicazione di “mongolo” (l’origine di molti ribelli maoisti) o “madheshi”.
     
    Il Nepali Congress (Nc), principale partito dell’opposizione, ed il Communist Party of Nepal (Cpn), partner dei maoisti nella coalizione di governo, criticano la decisione dell’esecutivo del premier Pushpa Kamal Dahal.
     
    Ram Sharan Mahat, leader del Nc afferma che dichiarare martiri un così alto numero di persone “suona come uno scherzo” e “svilisce il martirio di coloro che hanno sacrificato la loro vita per la nazione”. Shankar Pokharel, segretario del Cpn, chiede al premier di chiarire gli elementi su cui basare il riconoscimento del martirio di una persona.
     
    Secondo la norma vigente, il riconoscimento del martirio comporta che lo Stato devolva ai parenti dello scomparso un risarcimento di 1milione di rupie nepalesi (pari a 9.325 euro). Nel caso degli 8mila nuovi martiri sono previste solo 100mila rupie a famiglia.
     
    La vicenda si inserisce nella polemica tra gli ex-guerriglieri maoisti ed il resto del Paese. Il People’s Liberation Army (Pla) ha combattuto per dieci anni (dal 1996 al 2006) contro l’esercito regolare: la guerra civile si è conclusa con la caduta della monarchia e le prime elezioni democratiche del Nepal. Oggi però i ribelli sono una presenza ingombrante per la società, ed il governo, anch’esso maoista, sembra incapace di trovare una soluzione.
     
    Secondo le stime Onu sono 19mila gli ex guerriglieri ancora impegnati con il Pla. Il loro reinserimento nella società prosegue a rilento, il progetto di integrazione nell’esercito regolare è osteggiato dall’opposizione e dai partiti della colazione governo, e all’inizio  di marzo il Pla ha iniziato una nuova campagna di reclutamento per portare a 25mila il numero dei suoi effettivi.
    invia ad un amico Visualizza per la stampa










    Vedi anche

    04/05/2009 NEPAL
    Premier maoista licenzia il generale. Il presidente lo difende
    Si spacca la coalizione di governo. Manifestazioni a Kathmandu. La vicenda è legata all’integrazione dei ribelli maoisti tra le fila dell’esercito regolare. Il generale a capo del Nepal Army è contrario.

    17/11/2008 NEPAL-INDIA
    Il Nepal chiede all’India di liberare i maoisti detenuti nelle sue carceri
    I detenuti sono dirigenti delle ex-forze rivoluzionarie nepalesi. La soluzione del problema dei ribelli maoisti grava sul futuro del Paese. Anche la conclusione della missione Onu è legata al processo di integrazione delle forze del People’s liberation army (Pla) nelle file dell’esercito regolare.

    18/06/2016 09:02:00 NEPAL
    Commissione sui crimini di guerra sommersa dalle denunce. Tremano i leader maoisti

    La Truth and Reconciliation Commission ha registrato più di 57mila denunce in due mesi di attività. Decine sono quelle a carico dell’ex premier maoista Prachanda. Nel tentativo di proteggere i suoi quadri, i maoisti minacciano di togliere l’appoggio esterno all’esecutivo. Il capo della Commissione denuncia: “Se Kathmandu non farà il suo dovere, chiederemo l’intervento dei tribunali internazionali”.



    21/09/2016 12:33:00 NEPAL
    Kathmandu, maoisti piazzano bombe in 10 scuole private: due arresti

    I responsabili fanno parte di una cellula comunista guidata da un leader maoista latitante. Da tempo il gruppo estorce denaro alle scuole private. Le bombe sarebbero una ritorsione contro quelle che non hanno voluto pagare. Ora i genitori non vogliono mandare a scuola i figli.



    06/05/2010 NEPAL
    Rischio guerra civile in Nepal, l’Onu invita il governo a risolvere la situazione
    I maoisti in sciopero bloccano il Paese e costringono la popolazione a stare nelle proprie abitazioni. Prime proteste contro la manifestazione in alcune aree del Paese per l’aumento di 5 volte del prezzo di frutta e verdura e il blocco di scuole, fabbriche e uffici. Ieri i sostenitori del governo hanno aperto il fuoco contro i manifestanti, ferendo alcune persone.



    In evidenza

    IRAQ
    Parroco di Amadiya: profughi cristiani di Mosul, fra l’emergenza aiuti e l’attesa del rientro

    P. Samir Youssef

    In una lettera p. Samir Youssef racconta la situazione dei rifugiati, da oltre due anni lontani dalle loro case. Si segue con attenzione l’offensiva, anche se case e chiese “sono in gran parte” bruciate o distrutte. Con l’arrivo dell’inverno servono cherosene, vestiti, cibo e denaro per pagare il trasporto degli studenti. Un appello per continuare a sostenere la campagna di AsiaNews.


    IRAQ
    “Adotta un cristiano di Mosul”: il dono di Natale per attraversare l’inverno

    Bernardo Cervellera

    Le nuove ondate di profughi, con l’avanzata dell’esercito verso la Piana di Ninive e Mosul rischiano di far dimenticare i rifugiati che da due anni hanno trovato ospitalità nel Kurdistan. C’è bisogno di cherosene, vestiti per l’inverno, aiuti per i bambini, soldi per gli affitti. La campagna lanciata da AsiaNews due anni fa è più urgente che mai. Rinunciare a un dono superfluo per offrire loro un dono essenziale per vivere.


    AsiaNews E' ANCHE UN MENSILE!

    L’abbonamento al mensile di AsiaNews non costa nulla: viene dato gratis a chiunque ne faccia richiesta.
     

    ABBONATEVI

    News feed

    Canale RSScanale RSS 

    Add to Google









     

    IRAN 2016 Banner

    2003 © All rights reserved - AsiaNews C.F. e P.Iva: 00889190153 - GLACOM®