23 Agosto 2014 AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook            

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | | Rss | Newsletter | Mobile




Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME



mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato
invia ad un amico visualizza per la stampa


» 02/04/2009
NEPAL
Kathmandu proclama martiri 8mila maoisti
di Kalpit Parajuli
Sono per lo più guerriglieri che hanno combattuto la guerra civile. I partiti dell’opposizione e i comunisti che sostengono il governo insorgono: così si“svilisce il martirio di coloro che hanno sacrificato la loro vita per la nazione”.C’è anche un risvolto economico.

Kathmandu (AsiaNews) - Il governo del Nepal dichiara martiri della nazione 8mila persone, morte durante le rivolte maoiste di Janaandolon-II, che nel 2006 fecero cadere la monarchia, ed il movimento indipendentista Madhesh.
 
La lista dei candidati al titolo di martire riporta i nomi raccolti dai comitati maoisti in tutti i 75 distretti del Paese. In essa figurano 25 combattenti della rivolta Janaandolon-II e 21 indipendentisti madheshi. Ma l’elenco comprende anche persone citate solo con il nome di battaglia o addirittura prive di identità e segnalate solo con la generica indicazione di “mongolo” (l’origine di molti ribelli maoisti) o “madheshi”.
 
Il Nepali Congress (Nc), principale partito dell’opposizione, ed il Communist Party of Nepal (Cpn), partner dei maoisti nella coalizione di governo, criticano la decisione dell’esecutivo del premier Pushpa Kamal Dahal.
 
Ram Sharan Mahat, leader del Nc afferma che dichiarare martiri un così alto numero di persone “suona come uno scherzo” e “svilisce il martirio di coloro che hanno sacrificato la loro vita per la nazione”. Shankar Pokharel, segretario del Cpn, chiede al premier di chiarire gli elementi su cui basare il riconoscimento del martirio di una persona.
 
Secondo la norma vigente, il riconoscimento del martirio comporta che lo Stato devolva ai parenti dello scomparso un risarcimento di 1milione di rupie nepalesi (pari a 9.325 euro). Nel caso degli 8mila nuovi martiri sono previste solo 100mila rupie a famiglia.
 
La vicenda si inserisce nella polemica tra gli ex-guerriglieri maoisti ed il resto del Paese. Il People’s Liberation Army (Pla) ha combattuto per dieci anni (dal 1996 al 2006) contro l’esercito regolare: la guerra civile si è conclusa con la caduta della monarchia e le prime elezioni democratiche del Nepal. Oggi però i ribelli sono una presenza ingombrante per la società, ed il governo, anch’esso maoista, sembra incapace di trovare una soluzione.
 
Secondo le stime Onu sono 19mila gli ex guerriglieri ancora impegnati con il Pla. Il loro reinserimento nella società prosegue a rilento, il progetto di integrazione nell’esercito regolare è osteggiato dall’opposizione e dai partiti della colazione governo, e all’inizio  di marzo il Pla ha iniziato una nuova campagna di reclutamento per portare a 25mila il numero dei suoi effettivi.

invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
04/05/2009 NEPAL
Premier maoista licenzia il generale. Il presidente lo difende
di Kalpit Parajuli
17/11/2008 NEPAL-INDIA
Il Nepal chiede all’India di liberare i maoisti detenuti nelle sue carceri
di Kalpit Parajuli
06/05/2010 NEPAL
Rischio guerra civile in Nepal, l’Onu invita il governo a risolvere la situazione
di Kalpit Parajuli
10/09/2010 NEPAL
Il rapporto Onu sul processo di pace scatena un nuovo scontro tra governo e maoisti
di Kalpit Parajuli
13/11/2009 NEPAL
Kathmandu sotto lo scacco dei maoisti. I nemici si rivolgono a India e Cina
di Kalpit Parajuli

In evidenza
IRAQ-ITALIA
"Adotta un cristiano di Mosul": il grazie del Patriarca Louis Sako; le preoccupazioni del vescovo del Kurdistan
di Bernardo CervelleraIl capo della Chiesa caldea ringrazia per la campagna di AsiaNews e spera che "questa catena di solidarietà si allunghi". Aiutare i profughi a rimanere in Iraq. Ma molti vogliono fuggire all'estero. Il vescovo di Amadiyah, che ha accolto migliaia di sfollati nelle chiese e nelle case: Aiutiamo anche arabi (musulmani) e yazidi, in modo gratuito e senza guardare alle differenze confessionali.
ITALIA - IRAQ
"Adotta un cristiano di Mosul", rispondere nei fatti e con la vita all'emergenza irachenaAsiaNews lancia una raccolta fondi per sostenere i fedeli nel mirino dello Stato islamico, dopo le richieste del Patriarca di Baghdad e il pressante appello di papa Francesco "a assicurare gli aiuti necessari, soprattutto quelli più urgenti, a così tanti sfollati, la cui sorte dipende dalla solidarietà altrui". Oltre 100mila persone sono state costrette a fuggire dalle loro case senza niente addosso, e ora non hanno di che vivere. Per aiutarli, bastano 5 euro al giorno: i fondi raccolti saranno inviati al Patriarcato di Baghdad, che provvederà a distribuirli secondo i bisogni di ogni famiglia.
CINA-VATICANO
Vescovo e sacerdoti di Wenzhou denunciano la campagna del governo contro le croci e le chiese del Zhejiang
di Eugenia ZhangPer mons. Vincenzo Zhu Weifang, della Chiesa ufficiale, la campagna di distruzione aumenta l'instabilità sociale. E' vera persecuzione contro la fede cristiana. Il vescovo si scusa per non essere intervenuto prima: sperava che la campagna finisse presto. Fedeli cattolici e protestanti sono rimasti feriti per difendere i loro edifici sacri. I sacerdoti di Wenzhou: la campagna è ingiusta e colpisce anche edifici in regola. Questi "atti stupidi" del governo provocano una distruzione dell'armonia sociale.

Dossier

by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
by Lazzarotto Angelo S.
pp. 528
by Bernardo Cervellera
pp. 240
Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate