25/04/2019, 14.46
RUSSIA-COREA DEL NORD
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Kim Jong-Un e Putin: un nuovo ‘fronte orientale’

di Vladimir Rozanskij

Come suo padre e come Mao Zedong, Kim ha usato il treno speciale, al posto dell’aereo. A Vladivostok egli ha dato la prima intervista a un giornalista straniero. La speranza di Kim è di avere un aiuto a trattare con gli Usa. Putin vorrebbe costruire un ponte sul fiume Tumen, al confine fra i due Paesi. Ma le aziende russe sono restie a investire in Corea del Nord.

Mosca (AsiaNews) - il leader coreano Kim Jong-Un è giunto ieri a Vladivostok usando il treno. Come Mao Tse-Tung, egli preferisce il treno e non ama l’aereo. Kim ha usato lo stesso convoglio corazzato del padre. In Russia, è rimasto leggendario il “lettone di Mao”, costruito apposta per entrare nella carrozza speciale. All’arrivo il presidente coreano ha concesso una breve intervista, la prima in assoluto a un giornalista straniero, il conduttore televisivo Pavel Zarubin, a cui ha dichiarato di “portare in Russia il calore del nostro popolo… Spero che questa visita sia fruttuosa e utile, e che nel corso dei colloqui con il rispettabile presidente Putin io possa discutere concretamente della normalizzazione della situazione nella penisola coreana, e dello sviluppo dei nostri rapporti bilaterali”. Il video integrale dell’intervista verrà trasmesso stasera sul canale Russia 1.

A Vladivostok il leader coreano è stato accolto con un pranzo a base dei migliori piatti della cucina russa, e si è recato in un cottage del campus universitario posto su un’isola di fronte al porto, dove oggi ha incontrato il presidente Putin, giunto da Mosca. Dalla sua ascesa al potere nel 2011, Kim Jong-Un non aveva mai incontrato Putin, e non si era mai recato in Russia. Proprio nel 2011 il padre Kim Jong-Il era invece giunto in treno fino alla Buryatia vicino al lago Bajkal, 3000 km più a occidente del figlio, per incontrare l’allora presidente Medvedev.

Il ministro della difesa russo, Sergej Shojgu, incontrando il suo omologo coreano No Guan-Chol ha auspicato che la visita di Kim Jong-Un porti a un rafforzamento della collaborazione tra Russia e Corea anche in campo militare. Egli ha ricordato che nel 2018 i due Paesi hanno festeggiato i 70 anni di relazioni diplomatiche. L’incontro è particolarmente significativo nel contesto della VIII Conferenza sulla sicurezza internazionale, che si tiene proprio in questi giorni nella capitale russa e che si occupa delle situazioni di conflitto in Medio Oriente, Asia, Africa e America Latina, con la presenza dei ministri della Difesa di 35 Stati e migliaia di esperti da tutto il mondo.

La visita di Kim Jong-Un in Russia, fa seguito alle trattative con il presidente Usa Donald Trump dello scorso febbraio, conclusesi con un nulla di fatto. La Russia non intende proporsi come mediatrice tra Kim e Trump, ma la questione della de-nuclearizzazione va comunque affrontata, in un contesto in cui la Russia stessa si trova in forte disaccordo con gli Usa per la fuoruscita dai vecchi accordi sul disarmo nucleare. Si potrebbe ricreare insomma un “fronte orientale” nello spirito della Guerra fredda, tanto più che Pyongyang ritiene da tempo di essere il bastione della difesa dei confini orientali della Federazione russa, e si attende qualche forma di compenso.

La Russia è il secondo partner commerciale della Corea del Nord, ma con solo l’1,5% a fronte del 95% del mercato occupato dalla Cina. Eppure, in tempi di sanzioni e contro-sanzioni, i due Paesi hanno tutti gli interessi ad aumentare il volume degli scambi, tanto più che i prodotti russi sono molto apprezzati dai coreani. Putin ama molto i ponti “simbolici”; dopo quello di Kerch in Crimea, vorrebbe finalmente realizzare quello sul fiume Tumen, confine russo con la Corea del nord. Ma al presente non c’è accordo sull’investimento, assai oneroso per entrambe le parti.  La Corea offre i materiali e la forza-lavoro, ma i capitali sono attesi dalla Russia, che non sta attraversando una facile contingenza economica.

Le aziende private russe sono finora renitenti all’idea di investire in nord Corea, e l’incontro presumibilmente scivolerà sui maxi-accordi interstatali per la fornitura di gas e l’ampliamento delle linee ferroviarie, che potrebbe permettere a Kim Jong-Un di spingersi anche oltre gli Urali, in territorio europeo.

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