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» 30/09/2009
COREA DEL NORD
Kim Jong-il vara la nuova Costituzione: dal comunismo allo “Stato militarizzato”
La Carta fondamentale, diffusa il 27 settembre, rafforza il potere dell’esercito, “quarto potere” dello Stato, sotto la guida del “Caro leader”. Fonti di AsiaNews: il testo ribadisce il potere assoluto di Kim Jong-il e prepara la successione al potere del terzogenito. Nella Costituzione si parla per la prima volta di diritti umani, ma il popolo resta vittima di soprusi e violenze.

Pyongyang (AsiaNews) – Fine del comunismo, sostituito dal “socialismo”; rafforzamento della “politica militare”, linea guida del Paese; concentrazione dei poteri nelle mani del presidente della Commissione nazionale di difesa, presieduta da Kim Jong-il; i soldati si aggiungono a operai, contadini e intellettuali a costituire i “quattro pilastri” su cui si basa la nazione. Sono i punti salienti della nuova Costituzione nord-coreana, che per la prima volta menziona la questione dei “diritti umani”.
 
Il 27 settembre scorso Pyongyang ha diffuso la nuova Carta, che analisti ed esperti di politica nord-coreana definiscono “la Costituzione di Kim Jing-il”. La parola comunismo è stata cancellata dall’art. 1 ed è stata rimpiazzata dall’ideologia “militare”, emersa già a metà degli anni ’90 durante la terribile carestia che ha colpito il Paese. Essa intende rafforzare il ruolo dell’esercito, chiamato a fronteggiare le sfide “interne ed esterne” che pesano sulla Corea del Nord. E il presidente della Commissione nazionale di difesa – ruolo ricoperto dal “Caro Leader" – viene definito “leader supremo dello Stato”, al quale spetta dirigere la politica nazionale e presiedere a tutti i poteri dello Stato.
 
Fonti di AsiaNews in Corea del Nord – anonime per motivi di sicurezza – spiegano che il nuovo testo serve a “ribadire nel dettato costituzionale il potere assoluto di Kim Jong-il” e preparare il terreno “per la nuova generazione al potere, ovvero l’erede designato Kim Jong-un”, terzogenito del leader nord-coreano. L’accenno ai diritti umani, invece, intende garantire un senso di “normalità” agli occhi della comunità internazionale, ma restano le numerose violazioni. “Pyongyang non è interessata ai diritti umani – spiega la fonte – e i campi di lavoro tuttora attivi ne sono la riprova. La popolazione vive in condizioni di estrema povertà; le carestie si ripetono a cicli; il 15% è affetto da tubercolosi. Solo l’elite del partito e i militari usufruiscono delle ricchezze; il popolo è abbandonato a se stesso. Per questo cerchiamo di lavorare a stretto contatto con la popolazione, portando aiuti e intervenendo nelle situazioni di maggiore emergenza sociale”.
 
La nuova Costituzione rafforza il ruolo dell’esercito: una mossa che si spiega con le tensioni dei mesi scorsi, durante la malattia che ha colpito Kim Jong-il, che ha scatenato una guerra interna per il potere, sedata solo dal progressivo miglioramento dello stato di salute del leader nord-coreano. “La Corea del Nord – racconta la fonte di AsiaNews – ha la bomba atomica come arma di ‘dialogo’ con comunità internazionale. Gli esperimenti nucleari e le esercitazioni militari della primavera scorsa sono servite per accontentare la leadership militare da un lato e, dall’altro, per attirare l’attenzione dell’Occidente, perchè distribuisca aiuti e incentivi economici per risollevare le finanze nord-coreane”.
 
Nessuna menzione, infine, per quanto concerne la libertà religiosa in Corea del Nord. “Nel Paese – conclude la fonte – vige sempre il culto personale di Kim Jong-il, considerato al pari di una divinità. A Pyongyang vi è un edificio cristiano, le cui attività sono sotto il controllo del governo; anche la religione, e i pochi spazi concessi, vengono sfruttati dalla propaganda governativa”.

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Dossier


by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
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