07/05/2011, 00.00
TIBET - CINA
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Kirti, 2 monaci buddisti condannati a 3 anni di carcere

di Nirmala Carvalho
Da settimane la polizia assedia il monastero, impedisce di entrare e di uscire, ha deportato 300 monaci e costringe gli altri alla “rieducazione patriottica”. I tibetani in esilio in India protestano contro questo assedio e chiedono un intervento della comunità internazionale.

Dharamsala (AsiaNews) – I monaci Lobsang Dhargye e Kunchok Tsultrim del monastero di Kirti, contea di Ngaba in Tibet, sono stati condannati a 3 anni di carcere. Prosegue la durissima repressione cinese contro il monastero, da un mese assediato dalla polizia.

La condanna è del 2 maggio, ma è stata denunciata ieri dal Centro Tibetano per i Diritti Umani e la Democrazia (Tchrd). Lobsang, 31 anni, è stato arrestato durante le proteste anticinesi del 2008, tenuto in carcere per 5 mesi e poi rimandato presso il villaggio natale nella contea di Ngaba, sotto continua sorveglianza della polizia. L’11 aprile scorso la polizia ha fatto irruzione nel monastero di Kirti e lo ha portato via.

Kunchok, 33 anni, è responsabile del monastero. Anche lui è stato portato via dalla polizia durante un’irruzione del 16 marzo.

Per entrambi si ignora l’accusa, come pure altri particolari del processo. Il monastero è stato assediato per settimane dall’esercito, dopo che il monaco Phuntsok, di Kirti, si è dato fuoco per protesta il 16 marzo 2011 in coincidenza con il terzo anniversario della rivolta del 2008 (17/03/2011 Giovane monaco tibetano si dà fuoco in ricordo dei morti del marzo 2008). Subito dopo parecchie centinaia di poliziotti e soldati hanno circondato il monastero, impedendo a tutti di uscire o entrare, persino per portare viveri ai monaci. Il 21 aprile la polizia ha fatto irruzione, scontrandosi con la popolazione che ha cercato di difendere i monaci, 2 anziani sono morti per le percosse. La polizia ha portato via in luogo ignoto circa 300 monaci.

Ora i monaci rimasti sono sottoposti a sedute obbligatorie di “Rieducazione patriottica”, mentre il monastero è sempre sorvegliato ma da agenti in borghese e con veicoli. Telecamere sono poste tutto intorno. E’ sempre impedito a chiunque portare cibo e altri rifornimenti.

Nei giorni scorsi a New Delhi centinaia di monaci tibetani hanno marciato in protesta per l’assedio di Kirti (nella foto: un momento di una precedente protesta pacifica, in India, contro l’assedio a Kirti). Il Tchrd e altri gruppi tibetani in esilio chiedono alla comunità internazionale di intervenire contro la vera “segregazione”, senza accuse e senza processo, dei monaci di Kirti.

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