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» 02/02/2010 08:50
MALAYSIA
Kuala Lumpur: al via il processo ad Anwar Ibrahim. Accuse al premier di “macchinazione”
Il leader dell’opposizione per la seconda volta davanti ai giudici. Egli è accusato di sodomia, rischia fino a 20 anni di galera e la fine della carriera politica. Ibrahim accusa il premier malaysiano di cospirazione politica e chiede che venga ascoltato come testimone.

Kuala Lumpur (AsiaNews/Agenzie) – Si è aperto oggi a Kuala Lumpur il secondo processo per sodomia a carico di Anwar Ibrahim, leader dell’opposizione in Malaysia. Egli ha accusato l’attuale premier Najib Razak e la moglie di “macchinazione” ai suoi danni e chiede che entrambi compaiano davanti ai giudici in qualità di testimoni. Se dichiarato colpevole, rischia fino a 20 anni di galera e la fine della carriera politica.
 
Anwar Ibrahim, 62 anni, è stato vice-premier fino al 1998, quando ha dovuto lasciare in seguito alle accuse di corruzione e sodomia, illegale in Malaysia anche fra adulti consenzienti. Imprigionato in concomitanza con la crisi dei mercati finanziari asiatici di fine millennio, egli ha trascorso sei anni in carcere.
 
Rilasciato nel 2004, il leader dell’opposizione si è rituffato nella politica attiva e alle elezioni del 2008 ha conquistato consensi in una fetta consistente dell’elettorato, soprattutto fra i malaysiani di origine cinese e indiana. Egli infatti, pur avendo un passato di islamico integralista, ha sostenuto la battaglia dei cattolici sull’uso della parola “Allah” e promuove una campagna – opposta a quella governativa – che unisce la maggioranza malay alle minoranze etnico-religiose.  
 
Ibrahim si è presentato in tribunale accompagnato dalla moglie e dalle due figlie. Dozzine di sostenitori urlavano slogan fra cui “riforme, riforme”. Dopo una breve udienza, i giudici hanno aggiornato il processo al pomeriggio. Il leader dell’opposizione ha ribadito che il processo è una macchinazione e le accuse una cospirazione politica.
 
Egli punta il dito contro il Primo Ministro e i suoi familiari, le cui azioni “danneggiano seriamente l’immagine della nazione”. In una intervista alla Bbc, rilasciata alla vigilia dell’udienza, Ibrahim ha sottolineato “l’impegno riformista” del suo partito e “gli ideali democratici” ai quali si ispira e “alcuni di noi potrebbero pagarne il prezzo”.
 
La leadership di governo respinge al mittente le accuse di Ibrahim, negando che sia in atto un complotto nei suoi confronti. L’accusa di sodomia è stata formulata da Saiful Bukhari Azlan, 25enne ex-collaboratore del capo dell’opposizione. 
 
Attivisti per i diritti umani hanno lanciato pesanti critiche contro il processo, spiegando che sono in atto “gli stessi vecchi trucchi nel tentativo di eliminare il leader dell’opposizione dalla politica attiva” del Paese.

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