27/10/2014, 00.00
KYRGYZSTAN
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Kyrgyzstan, il governo alle religioni: Registratevi (di nuovo) o andate via

Il governo ha proposto alcune modifiche all'attuale legge sulla pratica del culto. Se approvati, i cambiamenti daranno ulteriore potere alla Commissione statale per gli Affari religiosi (Scra). Attivisti per i diritti umani: "Vogliono sottomettere la libertà religiosa allo Stato".

Bishkek (AsiaNews/F18) - Nuova stretta delle autorità in Kyrgyzstan sulla libertà religiosa. Il governo ha proposto una serie di modifiche alla legge che regola la pratica del culto nel Paese, dando maggior potere alla Commissione statale per gli Affari religiosi (Scra). A riportare la notizia è l'organizzazione norvegese per i diritti umani Forum18. Di fatto, nota l'ong, la proposta è un tentativo di rendere l'esercizio della libertà religiosa dipendente dal permesso dello Stato.

In particolare, sono tre le modifiche che allarmano attivisti per i diritti umani e leader religiosi: il numero di "fondatori" di un'organizzazione religiosa registrata deve essere tra i 200 e i 500, e tutte le associazioni (anche quelle già considerate "valide") devono re-registrarsi; chiunque lavori in un'organizzazione religiosa deve rinnovare ogni anno la propria licenza Scra; ogni istituzione che offre un'istruzione religiosa deve avere una licenza Scra.

Le modifiche alla legge sulla libertà religiosa e al Codice amministrativo sono state annunciate il 9 ottobre scorso durante una tavola rotonda, organizzata dall'Agenzia per gli affari religiosi insieme al Programma Onu per lo sviluppo (Undp). Solo in questi giorni Forum18 ha diffuso la notizia.

All'incontro hanno partecipato anche attivisti locali per i diritti umani, leader religiosi della Chiesa ortodossa russa e di diverse Chiese protestanti. Uno di loro, anonimo per motivi di sicurezza, ha riferito a Forum18 che la Scra ha accettato la presenza di organizzazioni religiose solo su richiesta dell'Undp.

Damira Niyazaliyeva, a capo del Comitato politico del Parlamento, ha ammesso a Forum18 che le modifiche proposte sono "dure", ma che "le autorità vogliono solo portare più coordinazione e regolamentazione alla libertà religiosa". "Lo Stato - ha aggiunto - deve sapere chi sono queste organizzazioni religiose e cosa fanno con esattezza, perché non sappiamo come si stanno comportando con i nostri bambini e i nostri giovani". Interrogata sul perché lo Stato vuole interferire con le scelte personali dei cittadini, la parlamentare si è rifiutata di rispondere".

In Kyrgyzstan vivono circa 5,4 milioni di persone: la religione ufficiale è l'islam sunnita (circa il 70% della popolazione). Poco più del 5% sono cristiani ortodossi. Il restante 25% si divide tra atei e aderenti ad altre denominazioni religiose.

 

 

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