28/04/2017, 08.39
EGITTO - VATICANO - ISLAM

L’Egitto in festa (e in massima allerta) pronto ad accogliere papa Francesco

di Loula Lahham

Il presidente della Repubblica al-Sisi ha supervisionato di persona l’apparato di sicurezza. Il Cairo vuole mostrare un Paese tollerante, fraterno e solidale. Oggi l’intervento alla conferenza di pace di al-Azhar. Oltre 35mila persone (accreditate) per la messa di domani all’accademia dell’aeronautica. Ancora minacce estremiste contro i cristiani a Minya. 

 

Il Cairo (AsiaNews) -  Oggi, venerdì 28 aprile,  l’aereo Alitalia toccherà il suolo dell’aeroporto internazionale del Cairo, con a bordo sua Santità papa Francesco, e decine fra cardinali, vescovi, sacerdoti, religiosi, interpreti e assistenti. 

Da qualche giorno, i preparativi in tema di sicurezza sono al massimo livello e sono sottoposti alla supervisione del presidente della Repubblica in persona. L’obiettivo è quello di mostrare al mondo un Egitto caratterizzato da tolleranza, fraternità, solidarietà, termini contraddittori rispetto a quelli di quanti vivono di complotti e vogliono erodere la nazione, affogandola nell’oscurantismo religioso. Per raggiungere lo scopo prefissato, tutti hanno voluto dare il loro contributo: la presidenza, l’esercito, il ministero degli Interni e le autorità locali. Le vie attraversate dal corteo sono state lavate, gli alberi innaffiati, vietati i parcheggi nel quartiere in cui si trova la nunziatura apostolica, che ospiterà il papa nella sua permanenza in Egitto. La tensione cresce a vista d’occhio. Non saranno ammessi errori. L’Egitto ufficiale vuole mostrarsi oggi all’altezza di un avvenimento di questa portata. 

Ieri mattina è cominciata la conferenza internazionale di pace, organizzata da al-Azhar, la più alta istanza sunnita del mondo musulmano alla presenza, fra gli altri, dei capi spirituali delle Chiese cattolica, ortodossa e protestante. Una conferenza il cui tema principale sarà le sfide e i pericoli che mettono oggi a rischio la pace nel mondo. E anche, e soprattutto, la “falsa interpretazione dei testi religiosi”, così come l’ha precisata il grande imam di al-Azhar sceicco Ahmad Al-Tayeb. Il discorso di papa Francesco è previsto per il pomeriggio di oggi, alla chiusura dell’incontro. Del resto, il capo spirituale dei copti ortodossi ha espresso la sua gioia nel ricevere il Santo Padre per un dialogo molto fraterno tra “cattolici” e “ortodossi”. E alla fine di questa prima giornata, il papa Francesco pronuncerà una speciale preghiera ecumenica alla memoria di tutte le vittime che sono decedute a causa del terrorismo di matrice religiosa in Egitto. 

Sabato mattina, 29 aprile, alle 10 del mattino ora locale sarà celebrata la messa solenne all’aperto, allo stadio dell’aeronautica militare del Cairo, nella periferia orientale della capitale egiziana, che è in grado di contenere fino a 35mila persone. Sono stati distribuiti i permessi a sacerdoti per partecipare alla liturgia e unirsi alla distribuzione della comunione ai fedeli; essi indosseranno una stola che reca il logo ufficiale della visita papale, con lo slogan in inglese e arabo: “Il papa della pace visita un Egitto di pace”. 

I cori dei sei riti cattolici orientali (copto, greco, siro, armeno, maronita, caldeo) hanno concluso i preparativi, e la presenza dei fedeli sarà ammessa solo dietro inviti particolari spediti a circa 237 chiese cattoliche, oltre alle scuole e agli istituti religiosi. È previsto un altare centrale, dedicato al papa; le tribune dello stadio sono decorate con bandiere del Vaticano e dell’Egitto. Tutto o quasi dei preparativi è opera dell’ufficio degli Affari legali religiosi e del Dipartimento di ingegneria dell’esercito egiziano. Diverse emittenti televisive locali e internazionali trasmetteranno l’evento in diretta. 

Il papa arriverà mezzora prima dell’orario di inizio previsto per la messa e saluterà la folla dei fedeli venuti dai quattro angoli del Paese all’interno di una vettura golf, aperta. La messa, quanto a essa, durerà circa 90 minuti e sarà preceduta da diversi documentari sul Vaticano e il papa. 

In una dichiarazione esclusiva rilasciata all’ultimo mons. Emmanuel Ayad, vescovo di Luxor e capo del comitato organizzatore egiziano, ha fatto una precisazione: “Tutto è a posto e i preparativi sono pressoché terminati. Sono fiero nel vedere la partecipazione di tutti gli organismi ufficiali dell’Egitto, nel contesto di questo grande avvenimento. Ciascuno farà del proprio meglio. Il presidente della Repubblica e l’esercito hanno fatto molto più di quanto non si potesse immaginare. Del resto siamo di fronte a una visita che non riguarda solo la Chiesa locale, ma essa ha assunto una portata gigantesca che abbraccia tutta la nazione egiziana. Il papa è atteso con gran gioia e flicità da tutti, tutto l’Egitto lo ama e vede in lui un grande artefice della pace”. 

Ricordiamo che l’Egitto intende dare di sé una immagine accogliente e tollerante, mentre ieri i cristiani di un villaggio del governatorato di Minya (circa 245 km a sud del Cairo) chiamato Kom Al-loufi non hanno potuto pregare nella loro chiesa a causa delle minacce estremiste.

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