Baghdad (AsiaNews/Agenzie) – L’Iraq apre le porte a 35 compagnie straniere per lo sfruttamento di gas e petrolio nei suoi ricchi giacimenti. Ieri il ministero iracheno del Petrolio ha dato l’annuncio della lista di compagnie qualificatesi per partecipare alle gare d’appalto per i contratti nel settore. In tutto erano 120 che avevano fatto richiesta.
I giacimenti di petrolio dell’Iraq sono per vastità i terzi al mondo. Per essere sviluppati e portare al massimo la produzione di greggio hanno bisogno di miliardi di dollari di investimenti, dopo anni di embargo e a causa dei danni della guerra.
Fra i qualificati compaiono major del calibro di BP, Chevron, Exxon Mobil, Royal Dutch Shell, e Total, che da mesi stanno negoziando con il governo di Baghdad. Altre che compaiono nell’elenco pubblicato sul sito del ministero sono: la Conoco Phillips, la russa LUKOIL, la spagnola Repsol, l’australiana BHP Billiton, l’italiana Gruppo Edison e la Korea Gas Corp.
Escluse le compagnie che hanno stretto accordi con il governo della regione semiautonoma del Kurdistan. Baghdad ritiene tali contratti illegali. Gli attriti politici tra Erbil e Baghdad hanno ritardato di oltre un anno la presentazione in parlamento della fondamentale legge sul petrolio. Come misura temporanea l’Iraq ha intenzione di assegnare contratti a breve scadenza per l’estrazione di greggio e contratti di servizio per aumentarne la produzione.