03/11/2017, 08.58
UZBEKISTAN - USA
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L’Isis rivendica l’attacco a Manhattan: Saipov è un 'nostro soldato'

Ieri la dichiarazione sul sito di propaganda del gruppo islamico. Progettava da un anno l’attentato. Imam locale: conosceva male la sua religione. 

Tashkent (AsiaNews/Agenzie) – Sayfullo Saipov, autore dell’attentato dello scorso 31 ottobre, è un “soldato” dello Stato Islamico (SI). La conferma di tale legame e la rivendicazione sono emersi ieri su Al-Naba, il sito di propaganda dell'Isis, raccontando che "uno dei soldati dello SI ha attaccato dei crociati in una via di New York". Il legame con l’Isis era già stato rivendicato dallo stesso Saipov durante l’interrogatorio.

L’attentatore uzbeko, negli Usa dal 2010, aveva confermato la sua appartenenza al gruppo islamista nel cui nome aveva agito, arrivando a chiedere di poter esporre la bandiera dell’Isis nella sua stanza  d'ospedale. Saipov si dichiara “contento” dell’attentato, pianificato da oltre un anno: aveva scelto un camion con l’intenzione di fare più vittime possibile.

Le testimonianze raccolte indicano con maggior chiarezza che Saipov si è radicalizzato in modo progressivo sin da quando è arrivato negli Stati Uniti. Fin dal suo arrivo, l'uzbeko ha tentato  diversi lavori, vivendo prima a New York, poi per tre anni nell’Ohio, Florida e infine a Paterson, nel New Jersey. L’ultimo lavoro: autista di Uber. Le dichiarazioni di chi lo ha conosciuto denotano una radicalizzazione iniziata nell’Ohio, poi peggiorata durante il suo periodo a Tampa, in Florida, dove si è trasferito nel 2013. L’imam di una moschea locale ha dichiarato al New York Times che Saipov “conosceva male” la propria religione, e mostrava un temperamento difficile.

Saipov è incriminato di due capi d’accusa: violenza e distruzione di veicoli, a sostegno di un’organizzazione terrorista straniera. La pena a cui va incontro è l’ergastolo, come confermato dal procuratore, che non esclude tuttavia la pena di morte. Lo stesso presidente americano Donald Trump ha minacciato una simile condanna. Ma lo Stato di New York non prevede la pena capitale: per applicarla, il governo federale dovrebbe utilizzare una legge eccezionale, cosa che potrebbe richiedere anni.

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