23/01/2009, 00.00
TAIWAN - CINA

L’Organizzazione mondiale della sanità apre la porta a Taiwan

In precedenza l’Oms non ha avuto rapporti diretti con l’isola, per il veto di Pechino e la mancanza di riconoscimento internazionale. Ma i migliori rapporti tra i 2 Paesi permetteranno ora la presenza di un delegato Oms a Taipei e scambi diretti di notizie.

Taipei (AsiaNews/Agenzie) – L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha mandato il 13 gennaio una lettera a Taiwan invitandola a “mettersi in contatto” con riguardo a problemi epidemici generali come l’influenza aviaria e la Sars. Esperti ritengono che questa prima apertura ufficiale dell’Ente verso l’isola sia conseguenza dei migliori rapporti instaurati con Pechino dal presidente di Taiwan Ma Ying-jeou.

Henry Chen, portavoce del ministro taiwanese degli Esteri, sottolinea la “grande importanza” di questo invito formale, ricordando come in passato, in emergenze come l’epidemia di Sars nel 2003, “non avevamo alcun canale per chiedere aiuto” all’Oms, nonostante la Sars abbia ucciso circa 350 persone in Cina e almeno 37 a Taiwan (nella foto: come si circolava a Taipei nella primavera 2003). Aggiunge che “le migliori relazioni con la Cina sono state un grande aiuto per ottenere questo”.

Infatti Pechino considera l’isola come una provincia ribelle e ha sempre lottato per impedirne qualsiasi riconoscimento negli enti internazionali, forte dell’appoggio di 170 Paesi contro i 23 Stati che riconoscono Taiwan come Nazione indipendente. Nel 2005 l’allora presidente Chen Shui-bian, convinto indipendentista e antagonista di Pechino, ha chiesto l’ammissione nell’Oms, senza riuscirci.

In genere Pechino proibisce l’uso del termine “Taiwan”, come pure del nome formale “Repubblica di Cina”, nelle organizzazioni cui appartengono entrambi i Paesi. Per cui si attende con curiosità di vedere come l’isola sarà chiamata.

Esperti commentano che questo potrebbe essere solo un primo passo. Ora che ci saranno rapporti diretti tra l’Oms e Taiwan, Taipei potrebbe avere dall’Ente riconoscimenti ancora maggiori.

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